Procedimento di cognizione

Se non si è in possesso di un titolo esecutivo, e non ci sono elementi per ottenere un decreto ingiuntivo, non resta altro che ricorrere ad una via ancora più lunga rispetto al procedimento ingiuntivo, per fare accertare l'esistenza del proprio credito.

E' il normale processo civile, introdotto con atto di citazione, con il quale si chiama in giudizio il debitore perché il giudice competente possa:

  • accertare l'esistenza e l'ammontare del credito;
  • e, di conseguenza, condannare il debitore a pagare.

Il procedimento di cognizione, a differenza dell'azione cambiaria, si basa non sul titolo (di cui non si è in possesso), ma sul rapporto sottostante all'emissione del titolo stesso: il titolo non avrà, pertanto, alcuna rilevanza probatoria nel processo, e colui che agisce per ottenere la restituzione del dovuto dovrà dimostrare altrimenti le proprie ragioni.

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:57

    Rivestono purtroppo lo status di protestati quei debitori che non siano stati in grado, per tanti motivi, di onorare il pagamento di un assegno, una tratta, una cambiale o titoli simili. In questo caso viene elevato il protesto che è un procedimento al termine del quale il debitore acquisisce la “qualità” di protestato. Grazie a tale fattispecie è nata la terminologia legata ai prestiti e finanziamenti per i protestati.

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