Il protesto dovrebbe essere valutato insieme alla lettura della causale

Il suo è un problema comune e ricorrente: il protesto dovrebbe essere analizzato, per valutarne il livello di gravità, insieme alla lettura della causale. Non dovrebbe essere indiscriminatamente utilizzato da banche e finanziarie per negare l'erogazione del credito a soggetti che, come lei, non possono essere classificati come cattivi pagatori.

La banca d'altra parte non può, per legge, evitare di procedere al protesto in caso di firma illeggibile, assegno smarrito o rubato.

Il paradosso è che nulla può essere fatto per ottenere la riabilitazione prima che siano trascorsi i cinque anni decorsi i quali la cancellazione dal RIP (Registro Informatico dei Protesti. Per la riabilitazione occorre infatti la liberatoria del beneficiario, ma il pagamento avrebbe dovuto essere effettuato e documentato entro un anno dalla levata del protesto.

Come le riferivo, non si può citare per danni la Banca per aver levato il protesto e non serve la perizia della firma. E' sufficiente che il funzionario allo sportello la valuti anche lievemente difforme da quella depositata.

Si potrebbe segnalare all'Arbitro Bancario Finanziario, e chiedere la quantificazione dei danni, chi le ha negato il finanziamento. Ma dubito che la banca sia disposta a mettere nero su bianco di non aver concesso il finanziamento in ragione del protesto levato nei confronti del richiedente.

Insomma, purtroppo ci troviamo di fronte ad un problema di cultura ed educazione finanziaria che lei paga sulla propria pelle.

Concludo, riportandole un passo che ricorre frequentemente nelle sentenze dell'Arbitro Bancario Finanziario in tema di protesto: ... Si deve aggiungere che se può essere credibile che in molti ambienti non si distingue tra il protesto elevato per insufficienza di fondi ed il protesto elevato per causali quali “assegno denunciato smarrito o rubato” oppure “assegno recante una firma di traenza illeggibile e non corrispondente allo specimen” ovvero per motivi che segnalano incidenti afferenti al titolo in sé, e che pertanto nulla hanno a che spartire con la reputazione di buon pagatore, tuttavia si deve considerare che i meccanismi del diritto cartolare non possono essere disattesi solo perché si sospetta che qualcuno non li conosca o non li capisca.

9 ottobre 2012 · Annapaola Ferri

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