Cancellazione protesto

Con il pagamento tardivo dell'assegno (importo facciale, unitamente alla penale ed alle spese per il protesto o per la constatazione equivalente) entro i 60 gg previsti dalla procedura di preavviso di revoca, possiamo evitare due delle tre conseguenze cui va incontro chi emette assegni senza copertura:

a) non ci verranno irrogate le sanzioni amministrative stabilite dalla legge numero 386/1990 e successive modificazioni; esse possono consistere anche nel divieto di emettere assegni per un tempo variabile dai due ai cinque anni.

b) il nostro nominativo non verrà segnalato e iscritto dalla Banca d'Italia al CAI (Centrale Allarme Interbancaria) che è un altro elenco di “cattivi pagatori”, con la conseguenza di non poter emettere assegni per almeno sei mesi (revoca di sistema).

Non ci è invece risparmiata la terza “punizione”: il nostro nominativo resterà comunque iscritto nel Pubblico Registro dei Protestati.

Per la cancellazione dall'elenco dei protestati abbiamo due alternative:

a) aspettare che decorrano cinque anni dalla levata del protesto, dopodiché la cancellazione avviene automaticamente;
b) proporre istanza di riabilitazione al Tribunale.

L'istanza di riabilitazione al Tribunale non può essere proposta prima che sia passato un anno dalla levata del protesto. Per presentare istanza di riabilitazione è’ indispensabile essere in possesso dei seguenti documenti:

  1. assegno in originale;
  2. quietanza apposta sull'assegno;
  3. se l'assegno non è quietanzato è necessario una dichiarazione liberatoria rilasciata dal creditore con fotocopia della sua carta di identità.

Dovremo, come è ovvio, richiedere l'assistenza di un legale nella procedura di riabilitazione presso il Tribunale.

Una volta che il Tribunale avrà accolto la nostra richiesta di riabilitazione, la cancelleria trasmetterà la decisione direttamente all'Ufficio Protesti.

La cancellazione del protesto potrà essere eseguita dall'Ufficio Protesti solo dopo il decorso del periodo di pubblicazione (10 gg) e solo dopo che avremo fatto domanda di cancellazione (di solito è la Camera di Commercio che, ricevuto il decreto dal Tribunale, provvede ad informare l'interessato che è possibile presentare la domanda di cancellazione per riabilitazione).

Per le procedure di cancellazione del protesto si rimanda alla sezione apposita.

Per fare una domanda sui protesti, su assegni e  cambiali, sulle azioni che può intraprendere il creditore per recuperare il credito, sulle opzioni disponibili al debitore per limitare il danno, sui debiti in genere e su tutti gli altri argomenti correlati, cliccaqui.

19 agosto 2008 · Chiara Nicolai

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.