Protesto di un assegno – come il creditore può recuperare il credito e il debitore limitare il danno


A chiunque puo' capitare di emettere un assegno parzialmente o totalmente a vuoto, e c’e' sempre il malcapitato che lo riceve in pagamento. In questi casi, il piu' delle volte, non si sa cosa fare. E’ utile e conveniente per il creditore procedere al protesto dell’assegno? E quali sono le conseguenze per il debitore inadempiente? In questo articolo il consulente legale prova a spiegare ad entrambi, passo dopo passo, con le semplici parole di tutti i giorni, quali le iniziative da intraprendere e le misure da adottare. Si tratta di informazioni efficaci, all’uno per recuperare il credito e all’altro per limitare i danni conseguenti all’iscrizione negli archivi dei cattivi pagatori.

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Stai leggendo Protesto di un assegno – come il creditore può recuperare il credito e il debitore limitare il danno Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il 19 agosto 2008 Ultima modifica effettuata il 13 ottobre 2014 Classificato nelle categorie protesto assegni Etichettato con tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , Archiviato nella sezione conseguenze dei debiti » protesti e protestati » assegni a vuoto e protestati – ricorso contro ingiunzione prefettizia – esercizio azione regresso Letture 1 Numero di commenti e domande: 123

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Commenti e domande dei lettori

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  • Rosaria Proietti 28 aprile 2012 at 11:51

    Dal momento in cui l’assegno non viene pagato per mancanza di fondi, il soggetto interessato (il traente) – a cui viene debitamente notificato l’inizio della procedura con il cosiddetto “preavviso di revoca” – ha 60 giorni di tempo per pagare. Il preavviso di revoca viene inviato per telegramma o raccomandata a/r entro 10 giorni dalla presentazione al pagamento dell’assegno.

    Il pagamento, detto “tardivo” (nel termine dei 60 giorni dalla presentazione e mancata riscossione) comprende gli interessi legali, alcune spese (di protesto o di gestione per la dichiarazione di constatazione equivalente) nonché’ una penale che normalmente si aggira intorno al 10% dell’importo dell’assegno.

    Tale pagamento può essere effettuato presso lo sportello della banca su cui e’ tratto l’assegno tramite la costituzione di deposito infruttifero vincolato al portatore del titolo impagato (il creditore), presso il pubblico ufficiale che ha levato il protesto (notaio, ufficiale giudiziario o segretario comunale), oppure direttamente nelle mani del creditore, che rilascia quietanza alla banca o alla posta su un modulo predisposto. Modulo, che ovviamente, va riconsegnato alla banca trattaria per evitare la segnalazione al CAI.

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