Protesto di un assegno per mancanza fondi - la banca non ha l'obbligo di avvertire il correntista

Non esiste nessun obbligo, da parte della banca, di avvertire il correntista prima della elevazione del protesto di un assegno emesso per mancanza di fondi.

In caso di incapienza del conto corrente, infatti, non sussiste una posizione di interesse legittimo del correntista, consistente nel legittimo affidamento dello stesso di essere avvertito della presenza dell'assegno, al fine di evitare ancora una volta la levata del protesto.

Infatti, si è in presenza di un interesse di mero fatto del correntista, per nulla assimilabile ad un interesse legittimo.

Questo è quanto deciso dalla Corte di Cassazione, che con la sentenza numero 3286 del 12 Febbraio 2013, ha sancito che: non sussiste un obbligo, da parte della banca, di informare il correntista dell'assegno e vuoto; il protesto, quale evento dannoso, non è riferibile alla condotta dell'istituto di credito, seminai è a carico del correntista che non poteva certo essere all'oscuro della reale consistenza del conto in questione.

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Stai leggendo Protesto di un assegno per mancanza fondi - la banca non ha l'obbligo di avvertire il correntista Autore Stefano Iambrenghi Articolo pubblicato il giorno 7 marzo 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 14 gennaio 2017 Classificato nella categoria assegni scoperti e protestati - ricorso ad ingiunzione prefettizia ed esercizio azione regresso Inserito nella sezione protesti e protestati del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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