Assegno protestato » Nessun risarcimento danni al correntista [Commento 1]

  • barbaras 12 settembre 2013 at 08:03

    Scrivo un nuovo quesito qui perchè non ho la finestra di nuovo quesito:

    sono socia di una azienda srl, con la capacità di firma su c/c e assegni, ho emesso un assegno a firma mia, ero presente io al momento del pagamento, senza il timbro perchè non l'avevo a disposizione.
    l'assegno non è stato possibile coprirlo per mancanza fondi, non erano arrivati i previsti pagamenti dei clienti. L'assegno è stato pagato entro i 60 gg evitando l'iscrizione in CAI, ma la banca mi ha riservato una bella sorpresa, mi sono ritrovata protestata, io personalmente, non l'azienda. Chiedo solo se tutto questo è regolare.
    Come avrete capito abbiamo diversi problemi con le banche e vorrei anche che qualcuno controllasse i nostri estratti conto per capire se gli interessi che ci hanno applicato siano corretti. Avete da consigliarmi qualcuno di vs fiducia per questo?

    • Ludmilla Karadzic 12 settembre 2013 at 11:24

      In mancanza del timbro, o delle indicazioni relative al soggetto giuridico titolare del conto corrente, può essere elevato protesto nei confronti di chi sottoscrive l'assegno, con causali tipo la carenza di potere o perché chi firma non è mai stato titolare di convenzione d'assegno.

      Ciò indipendentemente dalla disponibilità dei fondi sul conto corrente.

      Nel caso in cui i fondi non siano sufficienti alla copertura, la legge prevede che venga protestato il soggetto giuridico.

      Sarebbe importante conoscere la causale di protesto. Probabilmente la banca ha voluto evitare il protesto della società per mancanza di fondi.

      Per quanto attiene la verifica di eventuali interessi anatocistici o usurari, applicati al conto corrente, mi spiace, ma non abbiamo alcun riferimento che possa ritornarle utile.

    • Ornella De Bellis 14 settembre 2013 at 17:01

      Quando l'assegno è tratto sul conto intestato alla società senza indicazione della ragione sociale, esso risulta irregolare perché in violazione della norma di cui all'art. 11 del r.d. n. 1736/1933, secondo la quale ogni sottoscrizione dell'assegno deve contenere l'indicazione del soggetto giuridico che si obbliga.

      Secondo l'insegnamento della Suprema Corte, la ratio dell'art. 11 della legge assegni è proprio quella di consentire la chiara, certa ed univoca identificazione del soggetto che sottoscrive, così obbligandosi in via cartolare. Per gli enti ciò può avvenire solo se, accanto alla firma o sigla del rappresentante, risulti la menzione della denominazione sociale (con riferimento appunto a qualsiasi tipo di ente), e ciò proprio al fine di stabilire il collegamento "funzionale" tra chi sottoscrive e l'ente in nome e per conto del quale avviene la sottoscrizione." (si vedano sul punto Cassazione numero 1469/77 e Cass. numero 7761/2004).

      Da ciò discende che un assegno emesso sul conto della società, ma senza recare alcuna indicazione cartolare della società stessa , si deve considerare emesso in assenza di autorizzazione e quando lo stesso risulti impagato per mancanza di fondi. E, quindi, nel momento in cui la procedura di check truncation non sia andata a buon fine, la banca trattaria deve considerare che l'assegno sia stato tratto in assenza di autorizzazione e pertanto deve provvedere ad iscrivere il nominativo del traente nell'archivio informatico di cui all'art. 10-bis, l. n. 386/1990 (art. 9, l. 386/1990).

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