In ogni caso l'omissione della levata del protesto di un assegno scoperto, in assenza di giranti, non è lesiva degli interessi del beneficiario

Pertanto, la potenziale idoneità della segnalazione in CAI ad indurre Caio a far fronte alla propria obbligazione non può essere ritenuta minore di quella del protesto, pur considerando che l'iscrizione nel Registro Informatico conferisce al mancato adempimento una visibilità maggiore, estesa all'intera collettività. E deve pertanto escludersi, sempre secondo l'Arbitro Bancario Finanziario che l'omissione della levata del protesto, in caso di mancato pagamento dell'assegno, quando siano avviate le procedure per la segnalazione in CAI, possa essere ritenuta ingiustamente lesiva degli interessi del portatore del titolo e, come tale illegittima, in quanto contraria a buona fede.

La possibilità di pagamento tardivo dell'assegno è un beneficio che si è inteso accordare al debitore Caio, proprio in considerazione delle gravi conseguenze che derivano dalla segnalazione in CAI. E non può negarsi che tale previsione, risolvendosi in un incentivo al volontario (e sollecito) adempimento della prestazione, possa risultare vantaggiosa anche per il creditore Sempronio.

Naturalmente, tutte le considerazioni fin qui svolte, per gli assegni di importo facciale pari o superiore a mille euro, valgono anche per assegni di importo facciale minore di mille euro, laddove sia apposta la clausola "non trasferibile" oltre a quella "senza spese e senza protesto".

21 gennaio 2015 · Ludmilla Karadzic

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