Procedura d'urgenza per la cancellazione dei protesti

Il debitore protestato può adire il giudice ordinario per chiedere in via d'urgenza la cancellazione di protesti

Le Sezioni unite della Corte di Cassazione hanno per la prima volta dato un'indicazione uniforme sull'esatta interpretazione ed applicazione dell'articolo 4 della Legge numero 77/55 (come riformato dalla Legge numero 235/00) relativamente al procedimento di cancellazione del protesto dal RIP. nonchè sulla definizione della posizione giuridica in capo al soggetto protestato interessato alla cancellazione del proprio nominativo.

Nel caso in questione si è arrivati alla sentenza di accoglimento del ricorso del soggetto protestato da parte del giudice di pace, poi confermata in appello dal tribunale, avverso il provvedimento di rigetto della competente camera di commercio.

Nel giudizio di legittimità la CCIAA soccombente nei precedenti giudizi di merito lamentava la mancanza di giurisdizione del giudice ordinario in ragione del generale principio della divisione dei poteri dello stato secondo il quale il giudice ordinario non può sindacare in alcun modo l'operato degli organi amministrativi mediante poteri di riforma, modifica e annullamento di provvedimenti amministrativi, dovendo semplicemente limitarsi a disapplicarli nel caso concreto, spettando solamente alla magistratura amministrativa (tar e consiglio di stato) tale poteri, secondo l'impostazione della Legge numero 2248/1865 sull'ordinamento amministrativo.

Le Sezioni unite ritengono infondato il motivo sulla giurisdizione sostenendo che il soggetto protestato si trovi in una situazione giuridica consistente in un diritto soggettivo pieno ed integro, ai sensi dell'articolo 4 della  Legge numero 77/55 come in seguito modificata, e perciò legittimamente azionabile innanzi al Giudice ordinario, che non potrà semplicemente limitarsi a disapplicare l'atto amministrativo per conseguire siffatta tutela legislativa.

Viene inoltre ribadita la natura meramente materiale dell'attivita svolta dalle CCIAA in ordine alla ricezione delle istanze di cancellazione protesti, e di conseguenza non si è in presenza di un interesse legittimo innanzi ad un potere discrezionale della pubblica amministrazione che come tale sarebbe stato necessariamente devoluto alla giurisdizione del giudice amministrativo.

La Corte tuttavia pone una restrizione sull'utilizzo di mezzi di prova diversi da quelli prescritti all'articolo 4 della Legge numero 77/55, confermando quindi la necessarietà del titolo in originale col relativo atto di protesto ai fini della cancellazione.

La Corte esige inoltre, al fine di evitare accordi fraudolenti tra gli obbligati cartolari, non solo la prova certa del pagamento ma anche della relativa data, la quale può esser unicamente offerta mediante presentazione della quietanza o di un deposito bancario vincolato al portatore del titolo in determinate circostanze, cosi da determinare al contempo la sottrazione del titolo alla sua libera circolazione e risultando inammissibile la prova testimoniale nel procedimento de quo.

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