Protesti in calo » Scende di un terzo il valore nel 2014

In Italia calano i protesti per le cambiali non pagate: nel primo trimestre 2014 ben un quarto in meno rispetto all'anno precedente.

Nella prima parte del 2014 i protesti sono calati del 23%: miglioramento su tutto il territorio nazionale.

Il dato emerge da una ricerca effettuata da una società che gestisce il patrimonio informativo delle Camere di Commercio Italiane.

Scende di un terzo anche il valore dei protesti, passando dai quasi 750 milioni di euro dell'anno scorso ai poco più di 500 dei primi tre mesi del 2014, toccando la quota più bassa degli ultimi anni.

Giù anche l'importo medio dei titoli protestati: da 2.315 euro del 2013 ai 2.043 del 2014.

A pesare sull'andamento di quest'anno è la notevole diminuzione del numero, ma soprattutto del valore, delle cambiali.

Nei primi tre mesi del 2013, infatti, furono firmate oltre 253.000 cambiali.

Quest'anno invece il numero è sceso a 197000 per un valore di poco superiore ai 290 milioni di euro.

Anche gli assegni bancari sono diminuiti: lo scorso anno furono quasi 67.000 contro gli attuali 48.470.

Più accentuata la diminuzione del valore complessivo, che ha toccato il 32%: da 305 milioni di euro a poco più di 207 milioni.

Calano anche le tratte, sia nel numero che nel valore: da 2.689 a poco più di 1.700 dei primi tre mesi del 2014, da 10 milioni di euro a poco meno di 7 milioni.

Ogni tipologia di protesto incide in maniera assai differente sul totale degli effetti levati.

Le cambiali sfiorano l'80 per cento, in crescita continua negli ultimi tempi, mentre gli assegni toccano quasi il 20 per cento.

Questo a conferma del ritorno all'uso delle cambiali negli scambi commerciali.

Andamento dovuto anche alla maggior resistenza da parte delle banche a rilasciare libretti di assegni, se non dietro ampie garanzie dei correntisti.

Prendendo in considerazione il valore dei titoli, però, si nota come quello degli assegni sia più rilevante rispetto al numero di assegni protestati.

Le cambiali pesano invece per il 58%. Del tutto residuale il valore delle tratte.

Dal punto di vista geografico, il numero di protesti in questi primi tre mesi del 2014 rimane più basso di quello registrato nello stesso periodo del 2013 in tutte le aree del Belpaese.

A trainare la diminuzione sono le regioni del Centro, in cui si osserva un calo di oltre il 29% rispetto ai primi tre mesi del 2013.

Il calo riguarda tutte le regioni dell'area: Lazio, Marche, Toscana, Umbria.

Nell'area crolla ovunque anche il valore dei titoli protestati: nelle Marche il valore dei protesti levati si è dimezzato passando da 30 a 15 milioni di euro, nel Lazio si è ridotto del 40%, in Toscana del 31,6% e in Umbria ha sfiorato il 20%.

In Lombardia, Campania e Lazio si concentrano il numero e i valori regionali più elevati nel periodo: insieme rappresentano oltre il 44% di tutto l'insoluto nazionale per un valore complessivo di poco superiore ai 242 milioni di euro pari al 48% del totale nazionale.

In Valle d'Aosta e Liguria vivono quelli che mediamente, in questi primi tre mesi del 2014, hanno rifilato i mancati pagamenti più salati: 3mila euro per la prima e oltre 2.600 per la seconda i valori medi dei titoli protestati.

8 luglio 2014 · Patrizio Oliva

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