Il progetto garanzia giovani ed il triste epilogo: i tirocinanti scendono in piazza per protestare contro l'inefficienza del programma

E così, per il progetto garanzia giovani si arriva al triste epilogo: i tirocinanti scendono in piazza, a Roma, per protestare contro l'inefficienza del programma.

Sono delusi, arrabbiati, scoraggiati.

È l'ennesima presa in giro, ripetono all'unisono.

Si sono ritrovati davanti alla sede della Regione Lazio per chiedere all'assessore al Lavoro della giunta, che fine abbiano fatto i soldi che loro, i tirocinanti di Garanzia Giovani, aspettano invano da mesi.

C’è chi ha già terminato la propria esperienza formativa senza percepire un euro, i più fortunati sono riusciti ad ottenere in qualche caso solo la prima tranche di pagamenti.

Ottocento euro lordi a bimestre che, nella maggior parte dei casi, i tirocinanti sono stati costretti ad anticipare per fare fronte alle spese quotidiane: la benzina, il vitto, l'abbonamento dei mezzi pubblici.

Neanche il colloquio fra l'assessore e i ragazzi sembra, per il momento, aver rasserenato gli animi.

Anche perché l'assessore, che nei giorni scorsi ha istituito una task force per sveltire le procedure di pagamento, ha spiegato che ci vorranno altri due mesi prima che il problema venga risolto.

Sono soldi comunitari, ha detto l'assessore ai ragazzi.

A suo parere, tutti i soldi dell'Unione europea vanno monitorati e giustificati. Non solo.

Secondo l'assessore, non si poteva prevedere che il tirocinio sarebbe stata la misura più richiesta dal territorio.

Sorridono i ragazzi, rispondendo che avrebbero dovuto organizzarsi in maniera migliore. Questa è una fregatura. Esperienza formativa? Con il tirocinio non si mangia».

Fra i ragazzi che hanno partecipato al sit-in c'era anche una ragazza, che ha iniziato il proprio tirocinio a febbraio in un'associazione di promozione sociale con sede nella Capitale ma che, ad oggi, non ha ancora percepito un euro.

Ma di storie ce ne sono tante altre

Gianni (il nome è di fantasia) ha 27 anni: laureato in Economia e management con 110 e lode, ha concluso il proprio tirocinio, iniziato a gennaio e svolto in un importante istituto di credito, il 30 giugno.

La sua indennità era, o meglio sarebbe dovuta essere, di 600 euro al mese: 200 euro da parte del datore di lavoro, che ho regolarmente percepito, e i restanti 400 euro da parte della Regione, che non ha mai visto.

In realtà, racconta il ragazzo, la partecipazione allo Youth Guarantee è avvenuta a sua insaputa.

Nessuno lo ha mai informato dell'inserimento all'interno di questo progetto.

Il giorno in cui è andato a firmare i documenti si è trovato di fronte al pagamento dilazionato rendendosi conto di cosa stava accadendo: in parole povere, lo hanno preso per il culo.

Garanzia Giovani non lo consiglierebbe a nessuno poiché, a suo dire, è un progetto del tutto fallimentare.

Ed anche secondo noi

22 luglio 2015 · Patrizio Oliva

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