I numeri disastrosi del progetto garanzia giovani

I numeri del progetto garanzia giovani sono l'immagine del disastro del programma: ma di chi è la colpa di questo fallimento?

Come chiarito, Garanzia Giovani»è un programma europeo rivolto ai ragazzi che non studiano né lavorano, i cosiddetti Neet, tra i 15 e i 29 anni, nei Paesi con disoccupazione giovanile oltre il 25%.

Da noi la disoccupazione giovanile è al 40% circa, e i Neet fino a 29 anni sono 2,2 milioni: quelli coinvolti potenzialmente dal programma, così scrisse il governo all'avvio, nell'aprile del 2014, sono 1,7 milioni.
Bruxelles su quest’operazione ha investito 6 miliardi di euro, di cui ben 1,5 sono andati all'Italia, da spendere per coloro che si registravano al programma su di un portale.

Sulla carta, il giovane registrato sarebbe stato convocato dagli uffici dell'impiego, e poi avrebbe dovuto iniziare un'esperienza lavorativa retribuita.

Oppure un tirocinio o uno stage fino a sei mesi, pagato 4- 500 euro al mese. Una bella esperienza per uscire dalla stasi e (chissà) andare verso un lavoro «vero».

Come ricordato, il programma è cominciato nel maggio del 2014.

Ha avuto una partenza disastrosa, una fase intermedia catastrofica, e adesso, arrivato a 14 mesi di vita continua a essere un clamoroso flop.

Uno, perché i giovani non si sono iscritti: sulla platea potenziale, si è registrato solo il 28,5%.

Due, in ben 11 mesi solo la metà degli iscritti sono stati contattati per un primo colloquio dagli uffici pubblici (il 14,1% del totale potenziale).

Tre, sono riusciti ad avere un'occasione di lavoro o tirocinio in pochi: solo il 3,8% dei 1,7 milioni potenziali.

Appunto, 65000 su milioni di «sfiduciati» o senza impiego.

Al ministero del Lavoro tutto questo è noto: fino a gennaio nei rapporti settimanali gli uffici registravano appunto 1,7 milioni di Neet come «bacino potenziale».

Ma nell'era della narrazione renziana, i fallimenti non sono ammessi.

E allora a partire da febbraio il ministero del lavoro ha pensato bene di modificare drasticamente il bacino potenziale.

Da 1,7 milioni li ha ridotti a soli 560.000, ovvero i giovani che potranno essere raggiunti sulla base delle risorse disponibili e della spesa massima assegnata a ciascuna misura disponibile. Chiaramente, i dati appaiono più belli e adeguati allo stile comunicativo del governo.

Il flop di Garanzia Giovani ha tanti padri, comunque.

Si va dalla conclamata inefficienza del sistema pubblico dei servizi all'impiego alla frammentazione delle Regioni, che ha reso caotiche le regole.

Le imprese si sono disinteressate.

Poi ci sono i vizi della politica: in Campania sono stati varati 2.500 tirocini negli uffici pubblici pagati 500 euro al mese. Sei mesi, fino alle elezioni, e poi a casa.

Infine, c'è la disastrosa burocrazia pubblica: tanti giovani dopo tre-quattro mesi di lavoro o stage non hanno ancora visto un centesimo.

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Stai leggendo I numeri disastrosi del progetto garanzia giovani Autore Patrizio Oliva Articolo pubblicato il giorno 22 luglio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 4 marzo 2017 Classificato nella categoria lavoro e pensioni Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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