La partenza flop del progetto Garanzia Giovani

Si dice che una buona partenza sia fondamentale per il proseguimento degli obbiettivi, oppure che la prima impressione sia davvero quella che conta: beh, per il progetto garanzia giovani, sembra non sia andato tutto per il verso giusto.

Il primo periodo di vita della Garanzia Giovani, quello di attivazione, sembra che non sia andato proprio benissimo.

Poche adesioni e pochi posti di lavoro creati è, in parole povere, l'accusa mossa contro lo strumento approntato dal Governo Renzi.

La Garanzia Giovani doveva rappresentare il fiore all'occhiello nel contrasto alla disoccupazione dei giovani Under 25 (poi per sollevazione popolare portato a 30).

In realtà, la fretta del governo di realizzare il prima possibile questo strumento ha avuto l'inevitabile conseguenza che, anche questa volta, è stato fatto il solito pasticcio all'italiana.

Ovviamente, le uniche regioni che hanno beneficiato del progetto sono state sempre le solite (quelle del Centro-Nord): tuttavia, i veri disastri annunciati erano quelli del Sud.

Già dal principio, infatti, erano state destinate troppe risorse in Formazione e Accompagnamento, che purtroppo spesso non si traducono in collocamenti.

Il rischio, era quello di alimentare un certa “sfiducia” e forse qualche “incazzatura” nei giovani: ma come gli dici che gli trovi lavoro in 4 mesi e poi il massimo che riesci a fare è un corsettino di un mese?

Date queste premesse, dunque, la Garanzia Giovani già rischiava di diventare il primo concreto e dimostrabile fallimento del neo-governo Renzi.

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