A chi deve rivolgersi il consumatore in caso di scorrettezze riscontrate nell'ambito della privacy

Le persone fisiche che subiscono spam o altre attività di marketing indesiderato possono rivolgersi al Garante presentando una SEGNALAZIONE (che può essere inviata via e-mail senza particolari formalità). Se intendono invece esercitare gli specifici diritti riconosciuti dal Codice della privacy (ad esempio diritto di accesso, di aggiornamento dei dati, di opposizione al trattamento), possono rivolgersi al titolare dei dati (cioè la società o altro soggetto che ha inviato il messaggio pubblicitario), anche avvalendosi del modello standard pubblicato sul sito www.garanteprivacy.it

In caso di mancato o inidoneo riscontro da parte del titolare dei dati, l'interessato può presentare RICORSO al Garante (seguendo le indicazioni riportate sul sito web dell'Autorità) o rivolgersi all'Autorità giudiziaria ordinaria.

Come si può contattare il garante per la privacy?

La segnalazione, il reclamo o il ricorso possono es­sere inviati tramite fax: 06.69677.3785; e-mail: urp@gpdp.it o urp@pec.gpdp.it; raccomandata indirizzata a: "Garante per la protezione dei dati personali, Piazza di Monte Citorio 121, 00186 Roma".

Sul sito web dell'Autorità (www.garanteprivacy.it) sono indicate ulteriori informazioni e consigli per chiedere l'intervento del Garante. È anche possibile scaricare appositi moduli semplificati per segnala­re le violazioni di marketing telefonico.

Ci si può rivolgere all'autorità giudiziaria?

L'interessato può anche adire l'Autorità giudiziaria ordinaria per chiedere il risarcimento dei danni che ritenga di aver subito in conseguenza dell'attività di marketing effettuata in violazione delle norme del Codice, oppure per sporgere un'eventuale de­nuncia penale, qualora ritenga che vi sia stato anche il dolo dell'impresa e quindi sia ravvisabile un trattamento illecito di dati.

Le società, enti e associazioni che ricevono spam o telefonate automatizzate possono rivolgersi al garante?

In seguito a modifiche normative introdotte al Codice della privacy, le persone giuridiche non possono più rivolgersi al Garante per chiedere interventi contro lo spam. Le società, tuttavia continuano ad essere tute­late contro le comunicazioni promozionali automatiz­zate, in qualità di "contraenti" di servizi di comunica­zione elettronica e possono rivolgersi all'Autorità giudiziaria per eventuali azioni contro gli spammer.

Come ci si può tutelare dal marketing indesiderato se la società ha sede all'estero?

Il Garante ha competenza e poteri di intervento quando la società che effettua il trattamento ha una sede sul territorio italiano o utilizza strumenti nel territorio nazionale che consentano di collegare giu­ridicamente quell'attività promozionale al nostro or­dinamento. Non ha invece competenza se la società ha solo sede all'estero.

Nei casi in cui si registrino gravi segnalazioni o un certo numero di violazioni, il Garante può chiedere la cooperazione volontaria dell'Autorità competente del Paese ove ha sede la società in questione. L'Autorità straniera potrà poi verificare la situazione in base alla legislazione vigente nel proprio paese.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su a chi deve rivolgersi il consumatore in caso di scorrettezze riscontrate nell'ambito della privacy.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.