Privacy del consumatore: le differenze tra personal shopper e disturbatori

La profilazione di un utente - che si realizza monitorando, ad esempio, il comportamento di un consumatore al momento dell'acquisto o analizzando i suoi gusti, le abitudini e gli interessi - consente alle aziende di definire offerte mirate e puntuali.

Questa attività di "personal shopper", di "aiutante agli acquisti", deve però essere condotta apertamente e con il consenso del consumatore.

Nessuno accetterebbe mai, infatti, di essere accompagnato e spiato di nascosto solo sulla base di una promessa di ricevere pubblicità probabilmente meno fastidiosa del normale spam.

E' sempre indispensabile il consenso per effettuare la profilazione dei consumatori?

In casi particolari, come nell'ambito delle teleco­municazioni, la singola società può richiedere al Garante, per motivati interessi aziendali da bilan­ciare con quelli personali, di poter procedere a una profilazione con dati aggregati dei propri utenti, anche in assenza di un loro specifico consenso.

Per poter procedere, la società deve però attenersi strettamente alle specifiche prescrizioni indicate dall'Autorità in seguito alla verifica preliminare del caso.

Esistono particolari cautele per la profilazione con i dati di pagamento tramite il credito telefonico con cellulare o tecnologie simili?

Per profilare un utente di "pay tv" o di altre forme di "tv interattiva" è necessario acquisire prima il consenso dell'utente.

L'azienda deve comunque adottare delle pratiche di profilazione poco invasi­ve (ad esempio suddividendo gli utenti solo in ma­crocategorie di consumo ed evitando la profilazione incrociata tra utenti telefonici e televisivi), limitare la conservazione dei dati raccolti ai tempi stretta­mente necessari e adottare tutte le cautele previste dalla normativa sulla privacy.

In casi in cui la pro­filazione, come ogni trattamento dati, possa com­portare dei rischi specifici per le libertà personali, L'operatore telefonico deve adottare misure al fine di impedire l'utilizzo combinato delle diverse tipo­logie di dati a sua disposizione (dal consumo tele­fonico alle informazioni sulle categorie di beni ac­quistati) e di evitare la profilazione "incrociata" dell'utenza basata su abitudini, gusti e preferenze, a meno che non venga espresso uno specifico con­senso informato da parte dell'utente.

Anche le altre società coinvolte nella transazione dovranno adottare tutte le misure previste dal Ga­rante a tutela della privacy del consumatore.

Le aziende possono utilizzare i dati sulla posizione geografica (geolocalizzazione) dell'utente per profilarlo?

Come per ogni tipo di profilazione, i dati personali di geolocalizzazione possono essere utilizzati solo dopo aver rilasciato un'informativa completa e aver otte­nuto il consenso della persona interessata.

Per trattamenti particolarmente invasivi che potreb­bero presentare rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali o la dignità della persona, è comunque necessario richiedere una verifica preliminare al Garante prima di poter procedere all'uso dei dati, nonché effettuare la prevista notificazione del trat­tamento all'Autorità.

Un sito web che consente la prenotazione alberghiera o di voli aerei può profilare il comportamento di un utente per inviargli comunicazioni promozionali personalizzate?

La società che gestisce (in qualità di titolare del trattamento) un sito web che offre servizi compara­tivi di pacchetti turistici può inviare comunicazioni promozionali "personalizzate" contenenti offerte su tali settori a patto che spieghi chiaramente, e in modo sufficientemente dettagliato, tale attività nell'informativa sul trattamento dei dati personali (chiarendo ad esempio che utilizza i dati raccolti sulle mete di viaggio già visionate dall'utente, o quelli sugli acquisti già effettuati, oppure i dati anagrafici e quelli sulle preferenze espresse dal navigatore quando si è registrato sul sito).

Prima di avviare il trattamento, la società deve anche ac­quisire dall'utente un consenso specifico rispetto a questo tipo di attività (invio di offerte "mirate"), nonché effettuare la necessaria notificazione del trattamento di profilazione con strumenti elettroni­ci all'Ufficio del Garante.

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