Informativa e consenso al consumatore

L'approccio positivo di una società verso il consumatore comincia con l'informarlo in merito al trattamento dei dati personali.

L'INTERESSATO, ovvero la persona a cui si riferiscono i dati (ad esempio il destinatario del messaggio promozionale, sia esso un cliente già acquisito o solo potenziale), deve essere informato dall'azienda, prima che essa inizi ad usarli, che i suoi dati personali saranno trattati a fini commerciali.

Questa persona ha diritto di sapere chi e come userà i suoi dati, se sono indispensabili per la fornitura del prodotto o del servizio richiesto, a chi rivolgersi per ottenere chiarimenti o per esercitare i diritti previsti dal Codice della privacy.

L'INFORMATIVA non è un obbligo burocratico, ma uno strumento di trasparenza che deve essere utilizzato con intelligenza da chi svolge attività di marketing e con il quale fornire contenuti semplici e chiari, non lunghi e incomprensibili "papiri".

A chi ci si deve rivolgere per sapere come ha avuto i dati il venditore che ci sta contattando?

È sufficiente farne richiesta al titolare del tratta­mento dei dati personali indicato nell'informativa privacy della società. Tale informazione può anche essere chiesta direttamente, magari all'operatore che ci sta telefonando.

L'informativa deve essere sempre comunicata in forma scritta?

L'informativa può essere fornita anche oralmente, ad esempio al telefono o di persona, o con altre modalità adatte allo specifico caso: ad esempio sul sito web della società o nelle comunicazioni via posta, con appositi cartelli affissi nei luoghi fre­quentati dall'utente.

Ogni soggetto privato (dai singoli imprenditori alle grandi multinazionali), per poter utilizzare i dati personali di un individuo (dai suoi recapiti alle in­formazioni sulle abitudini di consumo) a scopo di marketing o per qualunque altra finalità, deve pri­ma acquisirne il consenso. Sono rare le eccezioni a questa regola base del Codice della privacy.

Il CONSENSO per essere considerato legittimo deve essere:

  • "informato" - la persona cioè deve prima aver ricevuto tutte le informazioni necessarie (informativa) sui propri diritti e sui tipi di utilizzo dei propri dati personali;
  • liberamente espresso - il cliente non può subire condizionamenti o pressioni per rilasciare il consenso al trattamento dei propri dati personali, ad esempio per l'invio di messaggi promozionali;
  • documentato per iscritto - se è stato manifestato a voce, ad esempio, si deve tenere traccia da parte di chi, dove e quando sia stato ottenuto il consenso;
  • specifico - va espresso singolarmente per le distinte finalità sull'uso dei dati personali (ad esempio uno per il marketing, uno diverso per la profilazione o per la comunicazione dei dati ad altri soggetti), eventualmente spiegando alla persona interessata (ad esempio un cliente) quali benefici può trarre offrendo il proprio assenso (servizi personalizzati, offerte di prodotti particolari o vantaggi commerciali…) e informandolo sulle eventuali conseguenze del mancato rilascio.

E' lecito consegnare un modulo per l'ordine di un prodotto con la casella per il consenso al trattamento dei dati già contrassegnata?

No, il consenso al trattamento dei dati deve essere sempre libero. Il venditore può indicare, se necessario, quali dati sono indispensabili per la fornitura di un prodotto o servizio.

L'azienda deve richiedere il consenso anche per inviare depliant pubblicitari a una persona che è già suo cliente?

Non è necessario acquisire un ulteriore consenso per inviare al consumatore offerte promozionali, via posta tradizionale o e-mail, relative a prodotti/servizi analoghi a quelli forniti in precedenza (il cosiddetto soft spam). La persona interessata, però, può sempre decidere, in qualunque momento, di negare il suo consenso a ricevere ulteriori pub­blicità.

Il sito web che non consente di utilizzare un servizio se non si rilascia il consenso al trattamento dei dati per una finalità promozionale si comporta correttamente?

No, la fornitura di un prodotto o servizio non può es­sere vincolata al consenso per l'invio di pubblicità.

Il supermercato può rifiutarsi di concedere la tessera fedeltà se nel modulo da compilare il cliente non rilascia il consenso al trattamento dei suoi dati per scopo di marketing?
No, la tessera fedeltà è un'opportunità per l'azien­da di fidelizzazione del cliente, ma non può trasfor­marsi in una forma occulta di raccolta dati per il marketing e la profilazione. Il consenso per tali at­tività non può essere imposto, ma va raccolto in modo specifico.

Occorre chiedere il consenso per rispondere a una specifica richiesta di un utente?
Non è previsto il consenso per attività necessarie a soddisfare la richiesta di un cliente, ad esempio le verifiche funzionali all'erogazione di un servizio. Occorre però sempre chiedere il consenso per atti­vità di marketing o similari, comunque diverse dalla prestazione oggetto del contratto con l'uten­te.

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