Presunzione legale di proprietà - opposizione del terzo agli atti esecutivi

Tutti i beni mobili rinvenuti nella residenza del debitore, si presumono di appartenenza del debitore (Cass., 29 agosto 1994, numero 7564; Cass., 11 aprile 1986,n. 2553). Trattasi di presunzione iuris tantum che potrà essere vinta dal terzo che si assuma proprietario dei beni pignorati attraverso il rimedio dell'opposizione di terzo all'esecuzione (vedi articoli 619 seguenti codice di procedura civile), ferme le limitazioni alla prova testimoniale previste da questo particolare mezzo di opposizione (vedi articolo 621 codice di procedura civile).

Questa presunzione opera nei riguardi di qualsiasi persona convivente con il debitore, compresi i familiari e lo stesso coniuge, restando irrilevante il fatto che ambedue i coniugi abbiano optato per il regime patrimoniale di separazione dei beni (Cass., 16 aprile 1984, numero  ART. 513 CODICE DI PROCEDURA CIVILE 170 2459, Giur. it. 1985, I, 1, 971).

E' opportuno osservare che i limiti alla possibilità di utilizzo da parte del terzo della prova testimoniale sono ancor più stringenti quando l'espropriazione mobiliare diretta sia eseguita secondo le regole speciali previste dalla procedura di esecuzione esattoriale (vedi articolo 58, DPR 29 settembre 1973, numero 602).

L'opposizione proposta dal debitore escusso per sostenere che il pignoramento è stato effettuato su beni mobili rinvenuti in luoghi di appartenenza altrui integra un'opposizione agli atti esecutivi (articolo 617 codice di procedura civile), in quanto non diretta a contestare il diritto del creditore a promuovere l'esecuzione, ma si traduce nella denuncia di irregolarità di un atto del processo esecutivo (Cass., 5 marzo 1984, numero 1524).

24 gennaio 2012 · Loredana Pavolini

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  • tarponcino82 29 agosto 2013 at 08:31

    Salve, sul forum avete già trattato dell'eventuale pignoramento di un'automobile, ma non ho trovato analoghi riferimenti agli scooter, quindi vi chiedo quanto segue: qualche settimana prima di sposarmi mia moglie ha comprato uno scooter (che poi però ha immatricolato dopo il matrimonio). Qualche mese fa abbiamo fatto un incidente e lo scooter è andato distrutto. Mia moglie ne vuole comprare un altro con i soldi del risarcimento più un finanziamento che paga lei, quindi vi chiedo: dato che siamo in comunione legale, è possibile che pignorino lo scooter nuovo di mia moglie per debiti da me contratti prima del matrimonio ? Grazie

    • Simone di Saintjust 29 agosto 2013 at 08:42

      I beni acquistati con i proventi derivanti dal risarcimento di un danno, i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge o comunque i beni acquistati con il ricavato proveniente dalla vendita dei beni personali o con il loro scambio, non rientrano nella comunione.

      Mi sembra ci siano tutti gli elementi per poter ritenere che una eventuale azione esecutiva sullo scooter, attivata dai suoi debitori, sia da considerarsi temeraria.

      In più c'è da dire che il creditore raramente procede con il pignoramento di uno scooter, considerando che deve anticipare le spese di custodia e che il bene è soggetto ad una svalutazione "galoppante". Al netto del ricavato dalla eventuale vendita, egli rischierebbe di restare con un credito maggiore di quello che aveva prima dell'azione esecutiva. Non è un caso che per i veicoli di proprietà del debitore, Equitalia si avvale della procedura esattoriale di fermo amministrativo.

    • tarponcino82 29 agosto 2013 at 09:29

      Grazie mille per la risposta, temevo che potessero trovare un escamotage (tipo "lo scooter è stato acquistato prima ma immatricolato dopo il matrimonio", oppure "è comunque un bene comune" o altro ancora) in modo da fiondarsi su uno scooter nuovo e quindi magari di facile liquidazione.
      Grazie ancora per il prezioso lavoro che svolgete

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