Prestiti Web tra privati, è boom - Basta con banche e finanziarie

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Delusione per gli investimenti effettuati in Borsa o attraverso gli intermediari finanziari, desiderio di coniugare un buon rendimento con la finalità sociale nell'impiego del proprio denaro, la linearità e la trasparenza delle procedure: sono queste le motivazioni principali di chi presta il proprio danaro attraverso Zopa e Boober, i siti in funzione da alcuni mesi che hanno introdotto in Italia il p2p lending (o social lending), cioè il prestito remunerato tra privati a un tasso inferiore a quello di mercato. Chi invece chiede un prestito è attirato dalle condizioni migliori rispetto a quelle offerte dalle banche e, se si tratta di una persona ‘non bancabilè perché lavoratore precario o per altri motivi, dalla possibilità di ottenere con relativa facilità un prestito che altrimenti sarebbe magari costretto a chiedere a un usuraio.

I ‘PRESTATORI'. "Non sono una persona esperta in materie finanziarie, e ho solo due lire messe via. - spiega Anna Maria De Luca, impiegata, 56 anni, un figlio di 33, ‘prestatricè di Zopa - Non so se dal punto di vista del guadagno il mio investimento di 6.000 euro andrà bene, però sto già cominciando a ricevere i primi frutti, trovo gratificante vedere che questa cosa già funziona e se ne possa verificare l'andamento giorno per giorno sul sito. Al contrario, tempo fa ho investito in un fondo che sta andando malissimo, e nessuno sa darmi informazioni adeguate su cosa fare o semplicemente su chi devo chiamare. Penso che prima o poi me ne tirerò fuori, a costo di perdere tutti e 3.000 euro".

Deluso dagli investimenti effettuati attraverso le banche anche Marco, 26 anni, impiegato da tre nella direzione di una compagnia assicurativa: "Avevo acquistato azioni Enel con la privatizzazione, con mia sorella. Sono tuttora in perdita di almeno il 10-20 per cento. Di Zopa mi ha attratto la filosofia innovativa, mi piace l'idea di prestare senza intermediazione bancaria". Attratto dal ‘fine socialè dell'investimento, cioè dalla possibilità di aiutare una persona a realizzare un progetto personale o far fronte a una necessità, è anche Andrea Pietroboni, 45 anni, impiegato, che ha prestato 6.000 euro attraverso Boober: "Mi è piaciuta l'idea di questi prestiti on line senza l'utilizzo di finanziarie o banche, come apprezzo la possibilità di poter investire anche a breve termine. In passato avevo fatto un'assicurazione sulla vita, che si era rivelato però un impegno eccessivo, prolungato negli anni".

Ostilità verso gli investimenti bancari e in Borsa e solidarietà verso chi ha bisogno di un prestito e ha difficoltà a ottenerlo sono criteri comuni a quasi tutti gli utenti di Zopa e Boober, e sono ragioni che sembrano essere più importanti di quelle strettamente economiche, a cominciare dal rendimento. "Ho prestato 9.000 euro su Zopa - dice Andrea Rodolico, 33 anni, imprenditore informatico di Asti - soprattutto perché mi fa piacere che attraverso i miei investimenti ci siano persone che non debbano sottostare alle banche. Io l'ho fatto ai tempi della bolla Internet: è stato seguendo i suggerimenti di alcuni intermediari che ho lasciato un po' di sangue sulla pareti, da allora non mi fido un granché delle banche, agiscono solo a loro vantaggio. Mi fido invece delle persone alle quali ho prestato i miei soldi: l'onestà è molto più diffusa di quello che si vede nei giornali".

"C'è un concetto di base sociale - osserva Stefano Scardovi, 36 anni, commerciante - si va oltre i meri numeri, sapere che ho aiutato qualcuno che voleva sposarsi mi dà più soddisfazione che un fondo che magari investe in aziende che producono armi". Naturalmente anche il rendimento del prestito è considerato un elemento d'interesse: "Prestare il mio danaro su Zopa per me è un modo di smobilizzare il danaro che altrimenti sarebbe fermo in banca a interessi zero: le banche purtroppo non sono enti di beneficenza, cercano di ottenere il massimo dai correntisti dando il meno possibile. - dice Fabio Grande, 36 anni, programmatore presso una software house di Torino - Ad oggi le alternative per guadagnare qualche soldo sono poche, a parte investire in Borsa come ho fatto io, ma i rendimenti ultimamente non solo solo decaduti, di più, è già tanto che non ci siano perdite. Zopa non mi renderà ricco, ma investire i miei soldi così mi rende certo più che investirli in banca o tenerli nel materasso". Secondo Lino Di Santo, 25 anni, ‘prestatorè di Boober, non bisogna però andare troppo addosso a banche e finanziarie: lui stesso lavora in una Sgr del gruppo Intesa SanPaolo a Milano, peraltro. "Sono sistemi diversi: Boober e Zopa si basano sulla fiducia, una banca non può permetterselo, ha bisogno di garanzie".

I ‘RICHIEDENTI'. Anche tra i richiedenti c'è un operatore finanziario professionista, Fabio Rumiz, di Pacento (Udine), 38 anni. "Gestisco fondi d'investimento alle Generali - spiega - e ho preferito chiedere il prestito di 10.000 euro che mi serviva per un impianto di pannelli solari su Boober per via del tasso particolarmente conveniente, 8% a 36 mesi. Però non so se presterei a mia volta del denaro: credo che sia sinceramente un po' rischioso". Anche Maddalena Roversi, bolognese, 36 anni, impiegata statale, ha preferito Boober alle banche per via del tasso d'interesse: "Mi serviva per affrontare delle cure mediche, e le condizioni mi sono sembrate molto più leali. Quando ho fatto la mia richiesta, gli utenti di Boober hanno aperto un forum, e così sono emersi alcuni ‘prestatorì disponibili: mi sono sembrati decisamente più disponibili rispetto a una banca".

E così Enrico Savio, padovano, 36 anni, docente universitario: "Volevo completare il giardino, mi servivano 5.000 euro, sul taeg offerto da Zopa c'era una differenza di quattro punti con le banche". E' convinto di aver risparmiato parecchio, anche rispetto ai tempi per la procedura, pure Luciano Lobozzo, 46 anni, di Guidonia, sposato con 8 figli: "Mi servivano 7.000 euro per un impianto di pannelli solari: attraverso Zopa sono arrivati subito, nel giro di un paio di giorni, una procedura pratica e veloce".

Mentre Enrica, 35 anni, impiegata, ha fatto ricorso a Zopa dopo che le banche le avevano chiuso le porte: "Mi servivano 2.000 euro per estinguere una morosità con il mio condominio, e avevo difficoltà a ottenerli da banche e finanziarie perché sono una precaria, lavoro nel telemarketing con contratti di collaborazione a progetto della durata massima di sei mesi e questo mi rende una categoria C, a rischio. Invece gli ‘zopianì mi hanno dato fiducia: ci siamo stretti la mano, virtualmente, il prestito mi è stato erogato in tempi rapidissimi. E io, adesso, cerco di pagare le rate anche prima della scadenza: grazie a loro dormo sonni tranquilli, ho evitato di affidarmi agli usurai".

di Rosaria Amato

16 maggio 2008 · Antonio Scognamiglio

Commenti e domande dei lettori

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  • GRAZIELLA80 4 ottobre 2012 at 16:41

    chi si e imbattuto di recente a persone che davano prestiti dal benin?mi hanno chiesto di mandare 135 euro e poi mi avrebbero mandato i soldi ... ovviamente non ho mandato nulla.

    • Carla Benvenuto 4 ottobre 2012 at 16:46

      Bene. Ha fatto la cosa più ragionevole, sensata e giusta.

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