Le spese di giustizia a volte ritornano - E si ripropone l'eterno dilemma: la cartella esattoriale è prescritta o non è prescritta?

Come è noto, il termine di prescrizione delle spese processuali è quello ordinario di cui all'articolo 2946 del codice civile, vale a dire dieci anni dalla data in cui la sentenza, civile o penale, è divenuta irrevocabile o, comunque, dalla data in cui il provvedimento conclusivo del processo è divenuto definitivo - come stabilito al capitolo 7 della Circolare 26 giugno 2003 - Istituzione dei registri previsti dall'articolo 161 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (D.P.R. numero 115/2002).

Poichè i termini di prescrizione di una cartella esattoriale seguono quelli legati alla natura dell'importo iscritto a ruolo, si deduce che il termine di prescrizione per una cartella esattoriale relativa a spese di giudizio è decennale.

Accade che Equitalia notifichi una cartella esattoriale per un importo pari a 160 mila euro ad una donna barese, pregiudicata in quanto condannata nel 2001 ad un anno di reclusione - essendo stata coinvolta in un maxi processo per associazione a delinquere di stampo mafioso (in casa sua furono ritrovate trovate armi e droga che lei asseriva appartenenti al marito).

La notifica della cartella esattoriale risulta essere stata perfezionata nel 2001, come riportato testualmente da numerose testate giornalistiche "Gentile contribuente, il giorno 03/04/2001 le abbiamo notificato la cartella di pagamento (segue numero identificativo). A tutt'oggi non ci risulta pagato l'importo di Euro 155.848.94. La invitiamo a pagare entro cinque giorni dalla notifica di questo avviso. La avvertiamo che se non pagherà procederemo ad esecuzione forzata". È questa la richiesta, a dir poco curiosa, inviata per posta raccomandata in piena estate alla signora Mariella, barese nullatenente di 45 anni, da Equitalia, società incaricata dall'Agenzia delle entrate per la riscossione dei tributi. A corredo dell'intimazione di pagamento persino un conto corrente postale intestato alla società per il pagamento di quasi 156mila euro di spese processuali.

cartella esattoriale notificata a pregiudicata barese

Ad agosto del 2011, precisamente il giorno 8, risulta esserci stata, così come risulta dalle notizie di stampa, una comunicazione di Equitalia, che tuttavia è stata effettuata fuori dal termine decennale e, dunque, non interrompe la prescrizione.

A meno che, prima del 3 aprile 2011 non fosse stata notificata, anche per compiuta giacenza, una comunicazione interruttiva dei termini. Cosa che non è dato sapere dalle informazioni allo stato diffuse. Equitalia, se c'è, potrebbe battere un colpo, giusto perchè sarebbe davvero grave se risultasse che i funzionari della concessionaria per la riscossione risultino completamente a digiuno delle più elementari norme su prescrizione e decadenza.

A margine una personale considerazione. La notizia viene riproposta dai mass media con una esagerata, quanto patetica, enfasi sullo stato di nullatenenza della pregiudicata che ora ha una piccola casa in affitto alla periferia della città, dove vive da sola grazie al suo lavoro di parrucchiera. Il suo reddito è di appena 450 euro al mese. Molto commovente, ma senz'altro azzardata come deduzione, se solo ricordiamo, senza voler assolutamente proporre analogie con la presente vicenda, che anche Totò Riina conduceva una vita da barbone e che una dichiarazione dei redditi non fa il (la) nullatenente ... (almeno in Italia).

Certo però, e di questo va dato atto all'avvocato che difende la povera pregiudicata "tartassata", che se la legge sulla tracciabilità fosse stata, a suo tempo, introdotta da D'Alema, la storia dell'Italia sarebbe cambiata da così a così!

19 settembre 2012 · Patrizio Oliva

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