Prescrizioni estintive e prescrizioni presuntive

Per legge esiste una prescrizione ordinaria di 10 anni a cui sono riferibili tutti i crediti per i quali la legge non specifica qualcosa di diverso. Per determinati crediti, invece, vengono specificate delle prescrizioni brevi (di solito di cinque anni). Si chiama estintiva in quanto al debitore è sufficiente invocare il decorso del termine per far scattare la prescrizione e estinguere il debito.

Le prescrizioni presuntive sono quelle per le quali la legge presume che dopo il decorso del termine il debito sia stato pagato. Quasi tutte le prescrizioni inferiori ai 5 anni sono presuntive (sei mesi, un anno, tre anni, etc.) Si differenziano dalla prescrizione estintiva in quanto, trascorso il termine, il debito non si estingue, ma si presume che sia estinto. In pratica, se il creditore dimostra che il debitore non ha pagato, attraverso la confessione o il giuramento decisorio, può ottenere una sentenza favorevole anche se il termine della prescrizione è già scaduto.

Anche il debitore che sostiene di aver estinto l'obbligazione con il pagamento di una somma inferiore rispetto a quella domandata non può far valere la prescrizione presuntiva. La Cassazione, con sentenza numero 4272 del 20 febbraio 2013 ha ribadito, infatti, che la prescrizione presuntiva non determina l'estinzione dell'obbligazione, ma stabilisce soltanto una presunzione di avvenuto pagamento del debito. Pertanto, tale eccezione di prescrizione va rigettata se il debitore ammette di non aver estinto l'obbligazione, se contesta a monte la nascita dell'obbligazione oppure se ritiene di non dover pagare una somma maggiore rispetto a quella già pagata. Il caso esaminato dai giudici di piazza Cavour riguardava il credito vantato da un professionista nei confronti di un cliente che tuttavia ammetteva di aver pagato una parte della parcella a titolo di acconto.

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  • Antonio Nieddu 19 settembre 2014 at 23:46

    In questi giorni mi è arrivata una intimazione di pagamento di una cartella notificatami oltre cinque anni fa.
    In questa cartella sono messi insieme tributi erariali (irpef, iva, irap, ecc) e contributi previdenziali (inps).
    All'epoca della notifica non ho fatto opposizione. Da Equitalia mi hanno detto che non hanno fatto successive comunicazione di interruzione della prescrizione.
    So che i contributi previdenziali e i tributi erariali si prescrivono in cinque anni.
    Non avendo fatto opposizione all'epoca della notifica vorrei sapere in quanti anni si prescrivono i tributi e i contributi previdenziali contenuti nella cartella e da che data parte la prescrizione: dalla data della notifica della cartella o dalla fine dell'anno in cui avrei dovuto pagarli?

    • Annapaola Ferri 20 settembre 2014 at 06:53

      Una volta che la cartella esattoriale è stata correttamente notificata ed in assenza di opposizione da parte del debitore, la sua prescrizione è decennale se originata da crediti erariali (IRPEF, IVA, IRAP, ecc.) e decorre dalla data di notifica dell'atto.

      Se, invece, la cartella esattoriale origina dall'omesso o insufficiente versamento di contributi previdenziali, vale la regole secondo la quale il precedente termine prescrizionale ricomincia nuovamente a decorrere dalla data di notifica della cartella. Se il credito contributivo è stato iscritto a ruolo dopo il 1 gennaio 1996, il termine di prescrizione è quinquennale.

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