Riferimenti normativi per la prescrizione e la decadenza dei tributi locali

  1. Articolo 2948 e prescrizione quinquennale: si prescrivono in cinque anni gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi.
  2. Articolo 1, co. 161: "Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonchè all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 472, e successive modificazioni.
    162. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni giuridiche che li hanno determinati; se la motivazione fa riferimento ad un altro atto non conosciuto nè ricevuto dal contribuente, questo deve essere allegato all'atto che lo richiama, salvo che quest'ultimo non ne riproduca il contenuto essenziale. Gli avvisi devono contenere, altresì , l'indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato, del responsabile del procedimento, dell'organo o dell'autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche nel merito dell'atto in sede di autotutela, delle modalità, del termine e dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere, nonchè il termine di sessanta giorni entro cui effettuare il relativo pagamento. Gli avvisi sono sottoscritti dal funzionario designato dall'ente locale per la gestione del tributo".
  3. Articolo 72. Riscossione: "1. L'importo del tributo ed addizionali, degli accessori e delle sanzioni, liquidato sulla base dei ruoli dell'anno precedente, delle denunce presentate e degli accertamenti notificati nei termini di cui all'articolo 71, comma 1, è iscritto a cura del funzionario responsabile di cui all'articolo 74 in ruoli principali ovvero, con scadenze successive, nei ruoli suppletivi, da formare e consegnare all'intendenza di finanza, a pena di decadenza, entro il 15 dicembre di ciascun anno <....>".

I tributi locali si prescrivono nel termine di cinque anni dal giorno in cui il tributo è dovuto o dal giorno dell'ultimo atto interruttivo tempestivamente notificato al contribuente. L'applicazione del termine breve di cinque anni (in luogo di quello ordinario di dieci anni) è stata affermata dalla Cassazione con sentenza del 23 febbraio 2010. In particolare la Cassazione sostiene che i tributi locali (a differenza di quelli erariali) sono prestazioni periodiche e, come tali, rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 2948 comma 4 del Codice civile, che stabilisce appunto la prescrizione quinquennale.

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  • dinox51 3 dicembre 2016 at 12:23

    Quesito: richiesta tributo acqua 2006 al condominio, nel prospetto stilato dal comune per i debiti negli anni di questo tributo, c'è scritto genericamente "avvisato anno 2011" riferito alla pretesa del 2006.

    Vorremmo verificare quanto asserito andando in comune e chiedere di esibirci questo sollecito, ma abbiamo dubbi che soddisferanno la nostra richiesta.

    D'altronde non possiamo impelagarci in una eventuale opposizione perchè non siamo sicuri che questo termine di prescrizione ci sia stato veramente.

    • Simone di Saintjust 3 dicembre 2016 at 13:45

      La PA, o il suo concessionario, è obbligata ad esibire la relata di notifica su richiesta dell'interessato (nel caso specifico l'amministratore di condominio). La richiesta non può essere valutata sotto il profilo della meritevolezza soggettiva da parte della PA, obbligata ex lege alla custodia ed all'esibizione, senza che alla stessa residui alcun margine di scelta. Ciò in quanto la copia della della relata di notifica dell'avviso di accertamento costituisce uno strumento utile alla tutela giurisdizionale delle ragioni del contribuente (compresa l'eccezione di intervenuta decadenza) e la PA non ha quindi alcuna legittimazione a sindacare le scelte difensive eventualmente operate dal cittadino (Consiglio di Stato sentenza 5250/13).

      La richiesta va effettuata con raccomandata AR e comunque per iscritto (come ricevuta è sufficiente anche un attestato rilasciato dal Comune circa l'avvenuta presentazione dell'istanza di accesso agli atti). Se la risposta non pervenisse in tempo utile andrebbe comunque impugnata la cartella esattoriale o l'ingiunzione fiscale (si ricordi che la presentazione di una istanza di accesso agli atti non interrompe il termine di 60 giorni dalla notifica per l'eventuale opposizione alla cartella esattoriale o all'ingiunzione fiscale).

      Bisogna tener conto che, per la normativa vigente, il reclamo finalizzato alla mediazione si applica a tutte le controversie tributarie, indipendentemente dalla loro natura e dall'ente impositore, comprese quindi quelle con gli enti locali (Comuni e Regioni). In altre parole, prima dell'avvio del contenzioso giudiziale vero e proprio, il Comune dovrà necessariamente rispondere all'implicita ed automatica istanza (ricorso amministrativo) del contribuente che eccepisce l'intervenuta prescrizione della pretesa.

      Si capisce che sarebbe grave se la PA resistesse proseguendo nel contenzioso giudiziale qualora la pretesa fosse effettivamente viziata da intervenuta decadenza (infatti, in sede giudiziale, la PA sarebbe comunque costretta ad esibire la relata di notifica del presunto avviso di accertamento trasmesso al condominio) o se, comunque, non offrisse la possibilità al ricorrente di recedere dall'azione giudiziale dopo aver preso visione della documentazione che conferma la piena legittimità della propria pretesa.

      Se tuttavia non si vuole neppure tentare l'impugnazione della pretesa comunale, con l'esclusivo scopo di ottenere risposta all'automatico ricorso amministrativo senza affrontare la fase giudiziale, allora l'unico suggerimento che si può fornire, per reagire ad un eventuale rifiuto di ostensione della ricevuta di ritorno dell'avviso di accertamento, è quello di minacciare il responsabile del procedimento di denuncia penale per violazione della legge 241/90.

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