Dal 2011 fine del doppio regime di prescrizione in materia previdenziale

In materia previdenziale, evidente è la funzione di protezione dell'interesse pubblico alla definitività e certezza delle determinazioni concernenti erogazioni di spesa gravanti su bilanci pubblici.

Il diritto alla pensione - costituzionalmente tutelato - è però certamente indisponibile, imprescrittibile e non assoggettabile a termini di decadenza. Sono invece soggetti a prescrizione e decadenza i ratei delle prestazioni previdenziali.

Il regime della prescrizione dei ratei delle prestazioni previdenziali non presenta marcate differenze rispetto alla disciplina del codice civile.

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto che il termine di prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, e la prescrizione è interrotta dalla notifica di qualunque atto che valga a costituire in mora il debitore.

Quanto ai termini, com’è noto il codice civile fissa in dieci anni il termine di prescrizione ordinaria, salvi i casi in cui la legge dispone diversamente. La legislazione previdenziale contiene però una norma speciale - articolo 129, comma 1, regio decreto legge 4 ottobre 1935, numero 1827 - che prevede un termine di prescrizione quinquennale per le rate di pensione liquidate e non riscosse.

Dal combinato disposto scaturisce un doppio regime prescrizionale, quinquennale nel caso in cui l'ente previdenziale abbia riconosciuto e liquidato la prestazione, e decennale negli altri casi.

La riforma del 2011, con l'articolo 38, comma 1, lettera d, numero 2, legge 15 luglio 2011, numero 111, pone fine a questo doppio regime, ed allinea a cinque anni i termini di prescrizione dei ratei pensionistici, ancorché non liquidati e dovuti a seguito di pronuncia giudiziale dichiarativa del relativo diritto, nonché delle differenze dovute a seguito di riliquidazioni.

Infatti, la modifica dell'articolo 47 del dpr 30 aprile 1970, numero 639, è contenuto nell'articolo 38, comma 1, lettera d, del decreto legge 6 luglio 2011, numero 98, convertito in Legge 15 luglio 2011, numero 111, disposizioni urgenti per la stabilizzazione economica (Manovra economica 2).

All'articolo 47 viene aggiunto, in fine (e diventa quindi il sesto), il seguente comma: “Le decadenze previste dai commi che precedono si applicano anche alle azioni giudiziarie aventi ad oggetto l'adempimento di prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito. In tal caso il termine di decadenza decorre dal riconoscimento parziale della prestazione ovvero dal pagamento della sorte”.

Di seguito viene poi inserito il seguente articolo 47 bis: “Si prescrivono in cinque anni i ratei arretrati, ancorché non liquidati e dovuti a seguito di pronuncia giudiziale dichiarativa del relativo diritto, dei trattamenti pensionistici, nonché delle prestazioni della gestione di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1988, numero 88, o delle relative differenze dovute a seguito di riliquidazioni”.

Per fare una domanda  sui termini di decadenza e prescrizione dei debiti e dei crediti e su tutti gli argomenti correlati all'articolo, clicca qui.

21 agosto 2013 · Paolo Rastelli

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su dal 2011 fine del doppio regime di prescrizione in materia previdenziale.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • Anonimo 6 maggio 2011 at 03:58

    Oggetto: decadenza su istanza di riesame di domanda amministrativa all'INPS per assegno ordinario di invalidità. Alla domanda amministrativa è seguito provvedimento di reiezione comunicato entro il termine dei 120 giorni previsti. Non presentato ricorso amministrativo.
    *******************
    Estratto da Circolare INPS 32/2010:
    § 4. Istanze di riesame
    Eventuali richieste di riesame dovranno essere accolte ove non sia intervenuta la decadenza dall'azione giudiziaria per ottenere le prestazioni a carico del Fondo (art. 47 del D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, nel testo modificato dall'art. 4 del D.L. n. 384/1992, convertito con modificazioni nella L. n. 438/1992) ed, in ogni caso, a condizione che non sia intervenuta sentenza passata in giudicato.
    Per maggior chiarezza, considerato che sulla questione si sono recentemente pronunciate le Sezioni Unite della Corte di Cassazione(1), si ricorda che la decadenza dall'azione giudiziaria interviene quando sia trascorso un anno:
    - dalla data di comunicazione tempestiva dell'esito del ricorso amministrativo presentato nei termini;
    - dal 91° giorno successivo alla data di presentazione del ricorso amministrativo, senza che sia intervenuta una decisione del Comitato, se il ricorso stesso è stato presentato nei termini;
    - dal 301° giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui l'Istituto non abbia adottato alcun provvedimento - o abbia adottato un provvedimento tardivo -, o nel caso in cui l'assicurato non abbia presentato ricorso avverso il provvedimento di reiezione.
    (1) Cass. Sez. Unite sentenza n. 19992 del 17.9.2009; Cass. Sez. Unite, sentenza 12718 del 29.5.2009.
    *******************
    Estratto da Cass. civ., Sez. un., Sentenza 29 maggio 2009, n. 12718:
    6.1. Dalla lettura della suddetta normativa - all'interno della quale il disposto dell'art. 6 del cit. d.l. 103/1991 si pone rispetto al disposto dell'art. 47 del d.p.r. 639/1970 come norma di interpretazione autentica non suscettibile come tale di mutarne l'impianto contenutistico (cfr. al riguardo sentenza Corte Cost. n. 246 del 1992) - e dalla ratio ad essa sottesa emergono tre diversi dies a quibus:
    - ove sia stata emanato un provvedimento dell'INPS, a seguito di un precedente ricorso amministrativo, la notifica del provvedimento determina il giorno dal quale decorre, a seconda del tipo di prestazione richiesta, il triennio o l'anno di cui al suddetto art. 47;
    - se il ricorso amministrativo è stato presentato ma l'INPS non ha provveduto il termine decorre dalla data del ricorso amministrativo maggiorato del tempo teorico (90 giorni ex art. 46, comma sesto, della legge n. 88 del 1989), previsto per la decisione;
    - ove neanche il ricorso amministrativo sia stato proposto (o perché non c'è stato alcun provvedimento dell'INPS, in risposta alla domanda iniziale dell'assicurato; o perché, pur in presenza dell'atto reiettivo dell'INPS, l'assicurato non ha a sua volta presentato un valido ricorso) il dies a quo è rappresentato dalla data di presentazione della richiesta di prestazione, cui viene addizionato il termine prescritto per l'esaurimento dell'intero procedimento amministrativo pari a giorni trecento (120 giorni per il silenzio rifiuto ex art. 7 della legge 11 agosto 1973 n. 533; 90 giorni, termine concesso all'assicurato per ricorrere al Comitato provinciale ex art. 46, comma 5, l. 9 marzo 1989 n. 88; 90 giorni per il silenzio rigetto ex art. 46, comma 6, legge 9 marzo 1989 n. 88 cit.). Termine questo di trecento giorni non suscettibile, per quanto verrà detto, di essere in alcun modo prolungato
    ************
    Il quesito: domando conferma circa la seguente interpretazione: In assenza di ricorso, vanno computati 3 anni e 300 giorni dalla data di presentazione della domanda, pur in presenza di provvedimento di reiezione della domanda amministrativa comunicato entro il termine dei 120 giorni previsti?

    Ringrazio. Cordialmente

    • cocco bill 6 maggio 2011 at 05:00

      Ciao Anonimo. Il tuo quesito è certamente impegnativo. Ti suggerisco di provare a riproporlo nella sezione "cartelle esattoriali" del nostro forum.

      La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è necessaria per poter ottenere risposta.

      Potrai inserire il tuo quesito e leggere la risposta degli esperti anche come semplice ospite visitatore, non registrato.

    1 3 4 5