DECADENZA - TERMINI PER LA PROPOSIZIONE DELL'AZIONE GIUDIZIARIA

Fino al 1992 il termine previsto per la proponibilità dell'azione giudiziaria era fissato in dieci anni dall'articolo 47, DPR numero 639/1970.

Non essendo espressamente qualificato come termine di decadenza, tale periodo è stato considerato per lungo tempo anche dall'Inps come termine di prescrizione, che poteva essere interrotto con qualsiasi atto amministrativo.

L'ingente contenzioso scaturito viene risolto dando seguito alla sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite numero 6245/90.

L'Inps cambia il proprio atteggiamento alla luce di tale sentenza che definisce il termine per la proponibilità dell'azione giudiziaria nei dieci anni a pena di decadenza. La precisazione “a pena di decadenza” introduce un'importante innovazione.

Questa dizione non era contenuta in origine nell'articolo 47 DPR numero 639/1970; in seguito l'articolo 6 della legge 166/1991 aveva  conferito tale valore al termine decennale. La norma ha costituito un'interpretazione autentica dell'articolo 47  DPR numero 639/1970, riconoscendo alla decadenza valore sostanziale oltre che procedimentale.

L'articolo 4 della legge 438/1992 - di conversione del decreto legge 384/1992 - riduce il termine decadenziale di dieci anni, previsto dall'articolo 47 del DPR 639/1970 per la proposizione delle azioni giudiziarie in materia di trattamenti pensionistici, a soli tre anni.

I nuovi termini di impugnativa risultano notevolmente ridotti. Comunque, tali nuove disposizioni non si applicano ai procedimenti instaurati anteriormente al 19 settembre 1992 (data di entrata in vigore del decreto legge 384/1992 ).

In fase di attuazione, l'Inps ha inteso precisare che ai fini del decorso del termine di decadenza di cui al citato articolo 4, assume rilievo la data di comunicazione del provvedimento adottato sulla richiesta di prestazioni.

Il termine di decadenza inizia a decorrere, quindi, dalla data di comunicazione del formale provvedimento di reiezione della domanda.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Anonimo 6 maggio 2011 at 03:58

    Oggetto: decadenza su istanza di riesame di domanda amministrativa all'INPS per assegno ordinario di invalidità. Alla domanda amministrativa è seguito provvedimento di reiezione comunicato entro il termine dei 120 giorni previsti. Non presentato ricorso amministrativo.
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    Estratto da Circolare INPS 32/2010:
    § 4. Istanze di riesame
    Eventuali richieste di riesame dovranno essere accolte ove non sia intervenuta la decadenza dall'azione giudiziaria per ottenere le prestazioni a carico del Fondo (art. 47 del D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, nel testo modificato dall'art. 4 del D.L. n. 384/1992, convertito con modificazioni nella L. n. 438/1992) ed, in ogni caso, a condizione che non sia intervenuta sentenza passata in giudicato.
    Per maggior chiarezza, considerato che sulla questione si sono recentemente pronunciate le Sezioni Unite della Corte di Cassazione(1), si ricorda che la decadenza dall'azione giudiziaria interviene quando sia trascorso un anno:
    - dalla data di comunicazione tempestiva dell'esito del ricorso amministrativo presentato nei termini;
    - dal 91° giorno successivo alla data di presentazione del ricorso amministrativo, senza che sia intervenuta una decisione del Comitato, se il ricorso stesso è stato presentato nei termini;
    - dal 301° giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui l'Istituto non abbia adottato alcun provvedimento - o abbia adottato un provvedimento tardivo -, o nel caso in cui l'assicurato non abbia presentato ricorso avverso il provvedimento di reiezione.
    (1) Cass. Sez. Unite sentenza n. 19992 del 17.9.2009; Cass. Sez. Unite, sentenza 12718 del 29.5.2009.
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    Estratto da Cass. civ., Sez. un., Sentenza 29 maggio 2009, n. 12718:
    6.1. Dalla lettura della suddetta normativa - all'interno della quale il disposto dell'art. 6 del cit. d.l. 103/1991 si pone rispetto al disposto dell'art. 47 del d.p.r. 639/1970 come norma di interpretazione autentica non suscettibile come tale di mutarne l'impianto contenutistico (cfr. al riguardo sentenza Corte Cost. n. 246 del 1992) - e dalla ratio ad essa sottesa emergono tre diversi dies a quibus:
    - ove sia stata emanato un provvedimento dell'INPS, a seguito di un precedente ricorso amministrativo, la notifica del provvedimento determina il giorno dal quale decorre, a seconda del tipo di prestazione richiesta, il triennio o l'anno di cui al suddetto art. 47;
    - se il ricorso amministrativo è stato presentato ma l'INPS non ha provveduto il termine decorre dalla data del ricorso amministrativo maggiorato del tempo teorico (90 giorni ex art. 46, comma sesto, della legge n. 88 del 1989), previsto per la decisione;
    - ove neanche il ricorso amministrativo sia stato proposto (o perché non c'è stato alcun provvedimento dell'INPS, in risposta alla domanda iniziale dell'assicurato; o perché, pur in presenza dell'atto reiettivo dell'INPS, l'assicurato non ha a sua volta presentato un valido ricorso) il dies a quo è rappresentato dalla data di presentazione della richiesta di prestazione, cui viene addizionato il termine prescritto per l'esaurimento dell'intero procedimento amministrativo pari a giorni trecento (120 giorni per il silenzio rifiuto ex art. 7 della legge 11 agosto 1973 n. 533; 90 giorni, termine concesso all'assicurato per ricorrere al Comitato provinciale ex art. 46, comma 5, l. 9 marzo 1989 n. 88; 90 giorni per il silenzio rigetto ex art. 46, comma 6, legge 9 marzo 1989 n. 88 cit.). Termine questo di trecento giorni non suscettibile, per quanto verrà detto, di essere in alcun modo prolungato
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    Il quesito: domando conferma circa la seguente interpretazione: In assenza di ricorso, vanno computati 3 anni e 300 giorni dalla data di presentazione della domanda, pur in presenza di provvedimento di reiezione della domanda amministrativa comunicato entro il termine dei 120 giorni previsti?

    Ringrazio. Cordialmente

    • cocco bill 6 maggio 2011 at 05:00

      Ciao Anonimo. Il tuo quesito è certamente impegnativo. Ti suggerisco di provare a riproporlo nella sezione "cartelle esattoriali" del nostro forum.

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      Potrai inserire il tuo quesito e leggere la risposta degli esperti anche come semplice ospite visitatore, non registrato.

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