LA DECORRENZA DELLA PRESCRIZIONE

La prescrizione per i ratei di pensione già disposti e messi in pagamento e per gli assegni familiari su pensioni decorre:

  • per le somme liquidate come arretrati e non soggetti a trattenute, dal giorno in cui tali somme sono state poste in pagamento;
  • per le somme liquidate come arretrati ed accantonate in attesa di dichiarazione dell'interessato circa l'eventuale assoggettamento a trattenute, dalla data di richiesta da parte della Sede Inps della dichiarazione necessaria;
  • per le rate correnti, dal primo giorno del mese cui la singola rata mensile si riferisce;
  • per la tredicesima rata di pensione, dal 1° dicembre dell'anno cui si riferisce;
  • per il rateo di tredicesima spettante per cessazione del diritto a pensione, dalla data in cui si è verificato l'evento che ha causato la cessazione.

Il diritto patrimoniale generico dell'assicurato al trattamento pensionistico si prescrive con il decorso del termine ordinario di dieci anni dalla data di presentazione della domanda amministrativa.Pertanto nell'ipotesi di domanda di pensione o di ricostituzione con decorrenza anteriore a quella di presentazione della relativa domanda, andranno corrisposte le sole mensilità maturate fino al limite dei dieci anni anteriori alla data della presentazione della domanda. Le rate precedenti sono prescritte a favore dell'Istituto.

Nel caso di presentazione della domanda da parte degli eredi la prescrizione è sempre quella ordinaria di dieci anni. Nel caso in cui si sia pagato il capitale si applica sui singoli ratei e sugli eventuali oneri accessori sempre la prescrizione decennale.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Anonimo 6 maggio 2011 at 03:58

    Oggetto: decadenza su istanza di riesame di domanda amministrativa all'INPS per assegno ordinario di invalidità. Alla domanda amministrativa è seguito provvedimento di reiezione comunicato entro il termine dei 120 giorni previsti. Non presentato ricorso amministrativo.
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    Estratto da Circolare INPS 32/2010:
    § 4. Istanze di riesame
    Eventuali richieste di riesame dovranno essere accolte ove non sia intervenuta la decadenza dall'azione giudiziaria per ottenere le prestazioni a carico del Fondo (art. 47 del D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639, nel testo modificato dall'art. 4 del D.L. n. 384/1992, convertito con modificazioni nella L. n. 438/1992) ed, in ogni caso, a condizione che non sia intervenuta sentenza passata in giudicato.
    Per maggior chiarezza, considerato che sulla questione si sono recentemente pronunciate le Sezioni Unite della Corte di Cassazione(1), si ricorda che la decadenza dall'azione giudiziaria interviene quando sia trascorso un anno:
    - dalla data di comunicazione tempestiva dell'esito del ricorso amministrativo presentato nei termini;
    - dal 91° giorno successivo alla data di presentazione del ricorso amministrativo, senza che sia intervenuta una decisione del Comitato, se il ricorso stesso è stato presentato nei termini;
    - dal 301° giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui l'Istituto non abbia adottato alcun provvedimento - o abbia adottato un provvedimento tardivo -, o nel caso in cui l'assicurato non abbia presentato ricorso avverso il provvedimento di reiezione.
    (1) Cass. Sez. Unite sentenza n. 19992 del 17.9.2009; Cass. Sez. Unite, sentenza 12718 del 29.5.2009.
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    Estratto da Cass. civ., Sez. un., Sentenza 29 maggio 2009, n. 12718:
    6.1. Dalla lettura della suddetta normativa - all'interno della quale il disposto dell'art. 6 del cit. d.l. 103/1991 si pone rispetto al disposto dell'art. 47 del d.p.r. 639/1970 come norma di interpretazione autentica non suscettibile come tale di mutarne l'impianto contenutistico (cfr. al riguardo sentenza Corte Cost. n. 246 del 1992) - e dalla ratio ad essa sottesa emergono tre diversi dies a quibus:
    - ove sia stata emanato un provvedimento dell'INPS, a seguito di un precedente ricorso amministrativo, la notifica del provvedimento determina il giorno dal quale decorre, a seconda del tipo di prestazione richiesta, il triennio o l'anno di cui al suddetto art. 47;
    - se il ricorso amministrativo è stato presentato ma l'INPS non ha provveduto il termine decorre dalla data del ricorso amministrativo maggiorato del tempo teorico (90 giorni ex art. 46, comma sesto, della legge n. 88 del 1989), previsto per la decisione;
    - ove neanche il ricorso amministrativo sia stato proposto (o perché non c'è stato alcun provvedimento dell'INPS, in risposta alla domanda iniziale dell'assicurato; o perché, pur in presenza dell'atto reiettivo dell'INPS, l'assicurato non ha a sua volta presentato un valido ricorso) il dies a quo è rappresentato dalla data di presentazione della richiesta di prestazione, cui viene addizionato il termine prescritto per l'esaurimento dell'intero procedimento amministrativo pari a giorni trecento (120 giorni per il silenzio rifiuto ex art. 7 della legge 11 agosto 1973 n. 533; 90 giorni, termine concesso all'assicurato per ricorrere al Comitato provinciale ex art. 46, comma 5, l. 9 marzo 1989 n. 88; 90 giorni per il silenzio rigetto ex art. 46, comma 6, legge 9 marzo 1989 n. 88 cit.). Termine questo di trecento giorni non suscettibile, per quanto verrà detto, di essere in alcun modo prolungato
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    Il quesito: domando conferma circa la seguente interpretazione: In assenza di ricorso, vanno computati 3 anni e 300 giorni dalla data di presentazione della domanda, pur in presenza di provvedimento di reiezione della domanda amministrativa comunicato entro il termine dei 120 giorni previsti?

    Ringrazio. Cordialmente

    • cocco bill 6 maggio 2011 at 05:00

      Ciao Anonimo. Il tuo quesito è certamente impegnativo. Ti suggerisco di provare a riproporlo nella sezione "cartelle esattoriali" del nostro forum.

      La registrazione al forum è da noi gradita, ma non è necessaria per poter ottenere risposta.

      Potrai inserire il tuo quesito e leggere la risposta degli esperti anche come semplice ospite visitatore, non registrato.

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