La prescrizione delle rate di pensione

In materia di pensioni, l'articolo 129, 1° comma, regio decreto legge 4 ottobre 1935, numero 1827, dispone che alle rate di pensione già liquidate e poste in pagamento si applica la prescrizione breve quinquennale.

Le rate di pensione non riscosse entro cinque anni dal giorno della loro scadenza sono prescritte a favore dell'Istituto.

Perfezionamento e coordinamento legislativo della previdenza sociale

Questo termine breve non è estensibile al diritto dell'assicurato di ottenere il riconoscimento e la liquidazione della pensione, ovvero la riliquidazione: questo diritto è soggetto all'ordinaria prescrizione decennale, con decorso dalla data della presentazione della domanda amministrativa.

La prescrizione ordinaria decennale deve trovare applicazione quando la presentazione della domanda di pensione o di ricostituzione avviene oltre i dieci anni dalla data di decorrenza della pensione o della ricostituzione; deve trovare altresì applicazione nell'eventualità che le rate di pensione o le maggiori somme spettanti a titolo di ricostituzione (a domanda o d'ufficio) siano poste in pagamento a distanza di oltre dieci anni dalla loro scadenza virtuale senza che da parte dell'interessato siano stati compiuti atti interruttivi della prescrizione.

In conformità a tali principi la prescrizione decennale deve trovare applicazione anche nei casi di liquidazione o ricostituzione di pensione conseguente a sentenze della Corte Costituzionale.

La prescrizione decennale deve infine trovare applicazione anche nei casi di richiesta di pagamento delle rate maturate e non riscosse presentata dagli aventi causa del pensionato a distanza di oltre dieci anni dalla data di scadenza delle rate stesse (se non poste in pagamento).

Si prescrive nel termine di cinque anni il diritto:

  • all'assegno familiare;

  • alle quote di maggiorazione sulle pensioni dei lavoratori autonomi (cosiddetti assegni familiari) in quanto sono da considerare prestazioni familiari e non quote di pensione (msg. 36921/2004).

L'assegno che spetta al coniuge superstite, decaduto dal diritto alla pensione per sopravvenuto matrimonio, si prescrive con il decorso di dieci anni dall'evento.

L'indennità una tantum, da liquidare ai superstiti del lavoratore che non ha trasmesso il diritto a pensione indiretta, si prescrive nel termine di dieci anni dalla data dell'evento.

La prescrizione può essere interrotta da (articolo 2943 e 2944 del codice civile):

  • azione giudiziale
  • ricorso amministrativo
  • richiesta della prestazione
  • riconoscimento del diritto del pensionato da parte dell'Istituto.

Il verificarsi di un valido atto interruttivo, comporta in generale che il termine di prescrizione inizia nuovamente il suo corso dalla data dell'atto interruttivo.

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Stai leggendo La prescrizione delle rate di pensione Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 21 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 14 gennaio 2017 Classificato nella categoria prescrizione contributi previdenziali ed assistenziali - indebiti pensionistici INPS - fondo di garanzia crediti lavoro Inserito nella sezione prescrizione dei debiti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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