Come si calcola la prescrizione

La prescrizione decorre dal giorno in cui si può far valere il diritto e termina quando si è compiuto l'ultimo giorno.

Il calcolo dev'essere fatto considerando il calendario comune (quindi comprendendo sabati e festivi) e non deve considerare il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine. Se il termine cade in un giorno festivo il diritto è prorogato al giorno successivo non festivo. Per i termini a mesi la scadenza cade nello stesso giorno del mese iniziale o, in mancanza, nell'ultimo giorno del mese.

(*) Il calcolo, ovviamente, deve prendere in considerazione tutte le possibili interruzioni. A tal fine è importante chiarire alcuni punti fondamentali riguardanti il concetto di notifica.

In termini generali, quindi indipendentemente dal tipo di atto o comunicazione, la notifica:

  • può avvenire anche tramite consegna fatta a persona diversa dal destinatario (anche non parente), purchè questa sia abilitata -per legge- a ricevere l'atto e siano state rispettate le regole della privacy;
  • può avvenire anche per giacenza postale. In tal caso devono verificarsi due condizioni, ovvero deve risultare inviato un secondo avviso di giacenza (a parte il primo lasciato in occasione del primo tentativo di consegna) da parte delle poste per raccomandata a/r e devono risultare decorsi 10gg senza che sia stato effettuato il ritiro (che, comunque, può avvenire entro sei mesi se si tratta di un atto amministrativo);
  • per il mittente, in caso di invii postali e se non vi sono vizi di procedura, la notifica si perfeziona alla data di consegna dell'atto alle poste o, se la notifica è diretta, alla data della spedizione.

Tutto ciò ha conseguenze determinanti sia ai fini del conteggio dei termini, sia nei casi in cui, per esempio, giunga una cartella esattoriale riguardante oneri del tutto sconosciuti per i quali non ricordiamo sia giunta alcuna precedente richiesta o per il quali abbiamo il dubbio che sia decorsa la prescrizione.

Non solo può risultare una corretta notifica per giacenza postale, ma per chi ci ha inviato l'atto (un verbale di multa al codice della strada, per esempio), tale notifica risulterà perfezionata alla data in cui esso è stato consegnato alle poste, a prescindere dal fatto che risulti ritirato o meno.

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Commenti e domande dei lettori

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  • bar 22 settembre 2013 at 07:26

    una cartella esattoriale con data di notifica maggiore di cinque anni,quindi in prescrizione,puo essere non prescritta se in presenza di intimazione al pagamento successiva? introducendo quindi una seconda data di notifica?

    • Ornella De Bellis 22 settembre 2013 at 08:27

      Affinchè vi sia decadenza della pretesa riportata in cartella esattoriale, nessuna comunicazione deve essere stata notificata prima della scadenza quinquennale. Il periodo su cui calcolare la decadenza parte dalla penultima comunicazione notificata. Scrivo notificata, non ricevuta, perchè spessissimo capita che il destinatario della comunicazione ne ignora l'esistenza, in conseguenza a quella che viene indicata come notifica per compiuta giacenza.

      Quando il destinatario è temporaneamente irreperibile la comunicazione viene posta in giacenza per il ritiro presso ufficio postale o albo pretorio. Al destinatario viene inviata successivamente la cosiddetta raccomandata informativa. Ma, se egli è ancora assente, siamo punto e a capo. Senza parlare del fatto che l'avviso relativo alla seconda raccomandata, in caso di temporanea irreperibilità del destinatario, viene lasciato in cassetta postale (se c'è e se viene lasciato) e, quindi, potrebbe andare smarrito.

      In altre parole bisogna recarsi negli uffici del creditore (o dell'agente della riscossione) e, tramite accesso agli atti, chiedere di prendere visione delle relate di notifica delle comunicazioni di cui siamo stati destinatari.

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