Richiesta di sospensione della riscossione coattiva - un nuovo strumento di tutela dalle cartelle pazze

Dal 1° gennaio 2013 la legge di stabilità offre al cittadino un nuovo strumento di difesa dalle cartelle pazze. Il destinatario di una una cartella esattoriale, di un avviso di accertamento immediatamente esecutivo e/o di un atto di procedura cautelare/esecutiva, può presentare direttamente a Equitalia una dichiarazione per chiedere la sospensione della riscossione nei casi di:

  1. prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;
  2. provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore;
  3. sospensione amministrativa comunque concessa dall'ente creditore;
  4. sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell'ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;
  5. pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell'ente creditore;
  6. qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.

La dichiarazione va presentata entro 90 giorni dalla ricezione dell'atto che si contesta e deve essere accompagnata dalla documentazione che giustifica la richiesta.

Se dopo 220 giorni dalla presentazione della domanda l'ente creditore non fornisce alcuna risposta, gli atti contestati vengono annullati, secondo la regola del "silenzio assenso".

Ma, attenzione. Proprio per evitare abusi e strumentalizzazioni della procedura di "silenzio assenso", è prevista una sanzione amministrativa che va dal 100 al 200 per cento delle somme iscritte a ruolo, qualora il destinatario della cartella esattoriale, oggetto di istanza di sospensione, produca documentazione falsa.

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Approfondimenti sulla richiesta di sospensione della riscossione - implicazioni ed effetti della norma sul silenzio assenso

Al fine di comprendere meglio la portata della norma, si consiglia di leggere l'articolo 1, comma 537, della legge sopra indicata laddove prevede espressamente che i concessionari per la riscossione SONO TENUTI A SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo o affidate, su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore ....

A seguito del deposito della dichiarazione al concessionario, dunque, quest’ultimo è tenuto ad avvisare entro dieci giorni l'ente competente (che potrebbe essere, ad esempio, a seconda del debito, l'INPS per i contributi previdenziali, l'Agenzia delle Entrate per i tributi, gli enti locali per le sanzioni amministrative, ecc...) il quale a sua volta deve rispondere al contribuente entro sessanta giorni (comma 539).

Ovviamente, come già anticipato, la parte più importante della norma è sicuramente quella che stabilisce le conseguenze derivanti dalla mancata risposta dell'ente impositore.

Infatti, il comma 540 prevede che “trascorso inutilmente il termine di duecentoventi giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite ... SONO ANNULLATE DI DIRITTO ... .

Alla luce di ciò, ci si può rendere conto della portata profondamente innovativa di questa legge che senza dubbio modifica radicalmente il rapporto tra cittadini e gli enti impositori, in quanto questi ultimi sono costretti ora a valutare attentamente i rilievi effettuati e a rispondere entro termini perentori, pena la cancellazione delle pretese (indipendentemente dal fatto se esse siano legittime o meno).

Per maggiore chiarezza, si ritiene opportuno un esempio.

Si pensi a un cittadino che ritenga erroneamente di aver ricevuto una cartella "pazza", perché convinto (sbagliando) che le imposte richieste siano prescritte. Ebbene, nonostante il cittadino abbia sostanzialmente effettuato un'istanza errata, essa produrrà comunque due conseguenze:

  1. la sospensione di qualsiasi azione del concessionario sino alla risposta dell'Agenzia delle Entrate al contribuente;
  2. eventualmente anche la cancellazione della cartella nel caso in cui l'Agenzia delle Entrate non riuscisse a rispondere entro duecentoventi giorni.

Pertanto, al fine di evitare situazioni patologiche, tutti gli uffici sono chiamati a fare un notevole sforzo, il quale però è sicuramente giustificato dalla finalità della norma volta a tutelare tutti quei contribuenti vittime di azioni illegittime e che hanno necessità di tutela immediata.

D’altronde, è bene far presente che prima di questa norma il contribuente non aveva alcuna possibilità di fermare l'azione esecutiva del concessionario se fondata su debiti tributari illegittimi (si veda l'articolo 57 del DPR 602/73) e quindi non poteva fare altro che chiedere il risarcimento dei danni alla fine della procedura (articolo 59 del DPR 602/73).

Contributo dell'avvocato Matteo Sances

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Commenti e domande dei lettori

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  • morolto 8 gennaio 2013 at 16:24

    una cartella per contributi inps notificata correttamente nel 2000 e mai pagata dopo 10 anni si prescrive?ovviamente se non ci sono state altre notifiche.Grazie

    • Ludmilla Karadzic 8 gennaio 2013 at 16:37

      Equitalia ha sempre sostenuto la prescrizione decennale dalla notifica della cartella esattoriale per debiti di origine previdenziale, equiparando tale atto ad una sentenza definitiva, ex art. 2953 codice civile.

      Secondo i giudici del Tribunale di Catania, invece, la prescrizione dei contributi previdenziali è quinquennale e decorre dalla data di notifica della cartella esattoriale. Ciò è quanto emerge dalla lettura della sentenza n° 1412 pronunciata in data 29 marzo 2012.

      Per rispondere con certezza alla domanda sui termini di prescrizione di una cartella esattoriale originata dall'omesso o insufficiente pagamento di contributi previdenziali, dovremo attendere l'epilogo in Cassazione del ricorso di Equitalia avverso la decisione adottata dai giudici etnei.

      Per quanto la riguarda, invece, anche prendendo per buona la convinzione giuridica di Equitalia, la cartella dovrebbe ritenersi prescritta.