Esempi utili al consumatore di pratiche commerciali scorrette in quanto aggressive

Sono considerate in ogni caso aggressive le seguenti pratiche commerciali:

  1. creare l'impressione che il consumatore non possa lasciare i locali commerciali fino alla conclusione del contratto;
  2. effettuare visite presso l'abitazione del consumatore, ignorando gli inviti del consumatore a lasciare la sua residenza o a non ritornarvi, fuorché nelle circostanze e nella misura in cui siano giustificate dalla legge nazionale ai fini dell'esecuzione di un'obbligazione contrattuale;
  3. effettuare ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, via fax, per posta elettronica o mediante altro mezzo di comunicazione a distanza, fuorché nelle circostanze e nella misura in cui siano giustificate dalla legge nazionale ai fini dell'esecuzione di un'obbligazione contrattuale, fatti salvi l'articolo 58 e l'articolo 130 del decreto legislativo 30 giugno 2003, numero 196;
  4. imporre al consumatore che intenda presentare una richiesta di risarcimento del danno in virtù di una polizza di assicurazione di esibire documenti che non possono ragionevolmente essere considerati pertinenti per stabilire la fondatezza della richiesta, o omettere sistematicamente di rispondere alla relativa corrispondenza, al fine di dissuadere un consumatore dall'esercizio dei suoi diritti contrattuali;
  5. salvo quanto previsto dal decreto legislativo 31 luglio 2005, numero 177, e successive modificazioni, includere in un messaggio pubblicitario un'esortazione diretta ai bambini affinché acquistino o convincano i genitori o altri adulti ad acquistare loro i prodotti reclamizzati;
  6. esigere il pagamento immediato o differito o la restituzione o la custodia di prodotti che il professionista ha fornito, ma che il consumatore non ha richiesto, salvo quanto previsto dall'articolo 54, comma 2, secondo periodo;
  7. informare esplicitamente il consumatore che, se non acquista il prodotto o il servizio saranno in pericolo il lavoro o la sussistenza del professionista;
  8. lasciare intendere, contrariamente al vero, che il consumatore abbia già vinto, vincerà o potrà vincere compiendo una determinata azione un premio o una vincita equivalente, mentre in effetti non esiste alcun premio né vincita equivalente oppure che qualsiasi azione volta a reclamare il premio o altra vincita equivalente è subordinata al versamento di denaro o al sostenimento di costi da parte del consumatore.

2 gennaio 2013 · Giovanni Napoletano

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su esempi utili al consumatore di pratiche commerciali scorrette in quanto aggressive.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • lucia001 1 febbraio 2013 at 13:19

    Il mio finanziamento per l'acquisto di un aiuto ha avuto a mio parere alcune omissioni, vorrei confrontarmi con voi per avere un riscontro:
    La finanziaria accettó miei documenti che comprovavano lavoro per una ditta estera, io a quel tempo stavo pianificando un ritorno in italia, lavoravo a distanza, e non avendo ancora spostata la mia residenza, misi l'indirizzo che avevo in Italia. Avevo un partime dipendente e partime con la mia firma. Nel prospetto del finanziamento misero lavoro in proprio (cosa che vidi solo quando cominciarono a sorgere i problemi), mi fecero pagare un'assicurazione di 1000 euro per eventuale copertura per perdita di lavoro che, al momento del licenziamento, mi dissero non era valida perche risultavo in proprio. Quando mi resi conto che non sarebbe valsa la pena venire in italia ho chiamato per alterare il mio indirizzo, e a fronte di alcuni problemi tecnici e di insoluzione, ho scoperto che la finanziaria non prevede rifinanziamenti, ne accodamenti di alcun tipo, con residenti all'estero. Di fronte alla mia difficolta di pagare la rata inizialmente stabilita hanno quindi chiuso tutte le porte ad altre trattative e mi hanno lasciata a piedi col debito. Nessuna di queste regole per risiedenti risulta nel contratto e non c'era modo di saperlo se non sperimentando sulla propria pelle! ho richiesto una mail ufficiale dove si elencano le direttive della finanziaria per questo tipo di situazioni, non ho ancora ricevuto risposta. Posso ricorrere con un avvocato, ci sono i presupposti? c'e un altro modo di rivalersi della scorrettezza fatta? grazie,
    saluti

    • Simone di Saintjust 1 febbraio 2013 at 13:52

      Santander cercherà di recuperare il credito. Lei verrà contattata direttamente da Santander o attraverso la società a cui Santander avrà affidato o ceduto il credito.

      Lei non pagherà.

      Forse (dipende dalla policy del momento) il creditore valuterà se procedere per decreto ingiuntivo, che, nel caso, le dovrà essere correttamente notificato. Lei avrà 40 giorni di tempo per contattare un avvocato, esporgli le sue ragioni e presentare opposizione chiedendo magari, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni.

      Io dubito molto che a Santander, o a chi per esso, convenga propendere per vie giudiziali. Se ciò tuttavia accadesse, la invito a dare la giusta importanza alla notifica del decreto ingiuntivo ed a presentare, anche a costo di un ulteriore sacrificio economico, la necessaria opposizione.

    • lucia001 3 febbraio 2013 at 01:35

      Grazie per la risposta. Ci potrebbe essere un blocco dei conti esteri come accennato in questo articolo http://indebitati.it/recupero-crediti-transfrontaliero-in-ambito-ue/? Non ho nulla a mio nome in Italia, ne all'estero, solo il conto bancario con cui esercito la mia professione.

    • Simone di Saintjust 3 febbraio 2013 at 07:47

      Tutto dipende dalle cifre in gioco e dalla convenienza economica dellà azione esecutiva. E, soprattutto, in ambito UE, resta privilegiato il recupero dei crediti di origine erariale.

      Ma, il blocco del conto corrente estero non può essere escluso. Anche per debiti verso una finanziaria.