Povertà » Per Bankitalia forte aumento in Italia: i ricchi sempre più ricchi

Povertà » Per Bankitalia forte aumento in Italia: i ricchi sempre più ricchi

Povertà: In Italia, negli ultimi 3 anni il reddito medio è calato di oltre 7 punti. Dramma ancora più grave per i giovani: negli ultimi 20 anni, per loro, è calato di 15 punti. Ma i ricchi sono sempre più ricchi.

Il report sulla povetà pubblicato recentemente da Bankitalia Induce a riflettere sulle disuguaglianze crescenti nel nostro Paese.

Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% delle ricchezza netta familiare totale (45,7% nel 2010). Si, perchè il 10% delle famiglie con il reddito più basso percepisce il 2,4% del totale dei redditi prodotti mentre il 10% di quelle con redditi più elevati percepisce invece una quota del reddito pari al 26,3%.

Povertà: i dati

Oggi nel Belpaese metà delle famiglie vive con meno di duemila euro al mese.

In particolare, solo la metà ha un reddito annuo superiore ai 24.590 euro, mentre un 20% conta su un reddito addirittura inferiore ai 14.457 euro. Il 10% delle famiglie a più alto reddito, invece, percepisce più di 55.211 euro.

L'esito è che in Italia la povertà pseudo-assoluta è salita dal 14% del 2010 al 16% nel 2012.

Nell'indagine biennale sui bilanci delle famiglie, Bankitalia individua la soglia di povertà con un reddito di 7.678 euro netti l'anno.

I giovani e la povertà

Il reddito in Italia diminuisce soprattutto per i più giovani mentre gli anziani stanno al sicuro.

Sempre secondo quanto emerge dall'indagine di Bankitalia, tra il 2010 e il 2012 il reddito equivalente si è infatti ridotto per tutte le classi di età, tranne per coloro con più di 64 anni.

Tra il 1991 e il 2012, spiega ancora via Nazionale, la posizione relativa (in termini di reddito equivalente) migliora per le classi di età più elevate, mentre diminuisce per le fasce giovani.

Infatti, è tra le famiglie sotto i 34 anni che nel 2012 si registra la diminuzione più marcata di ricchezza netta familiare.

Indebitamento

Resta contenuta la diffusione dell'indebitamento, legato per lo più a mutui per l'acquisto o la ristrutturazione della casa.

I dati dichiarano un lieve calo rispetto al 27,7% del 2010, con un ammontare medio del debito di poco superiore ai cinquantunomila euro.

Cresce invece la vulnerabilità finanziaria che nel 2012 riguardava il 2,6% delle famiglie (+0,4% rispetto alla rilevazione precedente), circa il 13,2% dei nuclei indebitati (+3,1%).

Povertà: lavoro

Tra il 2010 e il 2012 il deterioramento delle condizioni economiche, in termini di reddito equivalente è stato più accentuato per i lavoratori indipendenti rispetto a quello dei dipendenti e delle persone in condizione non professionale.

Solo l'indice relativo ai pensionati sale da circa 108 a 114.

Quanto infine alla ricchezza familiare netta, data dalla somma delle attività reali, come immobili, aziende e oggetti di valore, e della attività finanziarie (depositi, titoli di stato, azioni ecc) al netto delle passività finanziarie presenta un valore mediano, ovvero quello detenuto dalla famiglia che occupa la posizione centrale nella distribuzione della ricchezza, pari a 143.300 euro.

Diseguaglianze e sproporzionalità

L'indagine della Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie conferma il forte arretramento subito, in media, nell'arco dell'ultimo biennio dalle famiglie italiane in termini sia di reddito sia di ricchezza.

Quello che più colpisce è l'aumento delle ineguaglianze che questo deterioramento medio sottende.

Come in un paese del terzo mondo, stiamo vedendo il tramonto, orami inarrestabile, del ceto medio. In altre parole: ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri.

28 gennaio 2014 · Patrizio Oliva

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  • ANAM8 30 gennaio 2014 at 10:55

    Finché la moneta euro sarà emessa a debito da privati, che non sono i proprietari all'emissione, il cui unico scopo è il profitto personale vivremo con periodi di rarefazione monetaria (spesso) e periodi di benessere (rari).

    Fino al 15 agosto 1971 i banchieri dicevano che la moneta è mia perché l'oro che la garantisce è mio. Da quel giorno quando Nixon eliminò la convertibilità del dollaro con l'oro la creazione di moneta è una pura stampa tipografica (piccola parte) o digitazione a computer (la maggior parte).

    La moneta sovrana deve essere emessa dallo stato a credito dei cittadini.

    Letta ieri grazie alla Boldini ha abrogato il c 10 dell'art 19 della legge 262/05 che prevedeva il ritorno di Bankitalia allo Stato. Questo è stato l'ultimo regalo dei politici ai banchieri dopo quelli fatti da Andreatta, Ciampi, Prodi e Napolitano ai nostri danni.

    I debiti ci perseguiteranno per tutta la vita perché con essi le banche ci controlleranno la vita.

    Il denaro è il sangue di una società e chi lo controlla controlla la società (prof. G Auriti)