Pos obbligatorio per professionisti » Il termine è il 30 Giugno 2014

Mancano, ormai, pochi giorni all'entrata in vigore dell'obbligo di Pos per tutti i professionisti, già scattato in misura limitata lo scorso 28 marzo 2014.

Il provvedimento è stato accompagnato da una marea di polemiche da parte di tutte le categorie interessate.

Il Consiglio nazionale degli architetti, ad esempio, ha già presentato ricorso al Tar, denunciando l'inutilità dell'obbligo.

Per il momento, però, non c'è stato alcun dietrofront da parte delle istituzioni, e da fine giugno l'obbligo scatterà per tutti i soggetti destinatari di pagamenti per i loro servizi, anche se per ora non è stata stabilita alcuna sanzione per i professionisti che non si adeguano.

L'obbligo di Pos era stato previsto dal Decreto sviluppo nel 2012, ed è stato disciplinato poi dal Dm attuativo del 24 gennaio 2014.

Con l'entrata in vigore delle disposizioni, gli esercenti saranno tenuti a garantire la possibilità di pagare con moneta elettronica la prestazione di servizi di valore superiore ai 30 euro, ma il cliente può comunque scegliere di pagare come vuole, fermo restando il divieto di usare il contante sopra i 1.000 euro.

Pochi giorni prima dell'annuncio del ricorso degli architetti, intanto, era stato il Consiglio nazionale degli ingegneri, per nome del presidente, a minacciare di ricorrere all'Antitrust, ipotizzando addirittura che lo slittamento dell'obbligo a giugno sia stato concesso per consentire a banche e compagnie telefoniche di predisporre le proprie offerte commerciali.

Effettivamente, negli stessi mesi in cui ci si preparava all'entrata in vigore dell'obbligo, che inizialmente era previsto il primo gennaio di quest'anno, sul mercato sono spuntate diverse proposte commerciali, soprattutto riguardanti i nuovi mobile Pos che funzionano con telefonini e tablet.

L'apripista è stata Intesa Sanpaolo, la quale ha lanciato il primo mobile Pos collaborazione con Vodafone, cui sono seguite altre offerte, anche di start-up, per venire incontro alle esigenze dei professionisti alle prese con il nuovo obbligo.

I rappresentanti degli istituti di credito parlano di una coincidenza temporale casuale.

A loro parere, il lavoro delle istituzioni per introdurre una normativa più vincolante è coinciso con un processo di evoluzione della tecnologia che ha consentito la trasformazione degli smartphone in Pos.

Comunque, la normativa prevede di rivedere le commissioni annualmente e di tenere conto dei volumi.

Tutto ciò dovrebbe consentire di abbassare i costi dei Pos e promuoverne l'uso, perseguendo il fine dichiarato dal Governo con l'imposizione dell'obbligo: realizzare gli obiettivi dell'Agenda digitale, ridurre l'uso del contante e contribuire ad abbattere così l'evasione.

A sentire alcuni, l'introduzione dell'obbligo è un passo rilevante per convertire alle transazioni elettroniche i professionisti, che hanno avuto anni per dotarsi di Pos e non lo hanno fatto.

Di diversa opinione i diretti interessati, secondo cui la norma è inutile per tutti quei professionisti che lavorano con le imprese, perché non ricevono pagamenti in contanti.

Sul fronte opposto, appare inefficace per i soggetti che lavorano con i privati, per i quali è più facile fare del nero, indipendentemente dall'obbligo di dotarsi di Pos.

L'unico modo per abbattere l'uso del contante e frenare l'evasione, secondo loro, è consentire ai clienti di dedurre le spese sostenute per i servizi.

24 giugno 2014 · Andrea Ricciardi

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