Portabilità del mutuo – risarcimento al mutuatario per ritardi oltre i 30 giorni [Commento 2]

  • giovanni stringa 1 luglio 2009 at 10:58

    Caro-mutui, multe fino all'1% alle banche che frenano le surroghe

    L'operazione di trasferimento del mutuo ora va compita dagli istituti di credito entro 30 giorni

    C’è anche il capitolo mutui all'in­terno del decreto anticrisi del governo. Dove, in particolare, si parla di surroghe, le operazio­ni che permettono di trasferire il prestito im­mobiliare da una banca a un'altra a condizioni più vantaggiose, e con un abbattimento dei co­sti di trasferimento come stabilito dalla legge Bersani di due anni fa. Il decreto Tremonti guarda invece ai tempi, multando le banche che accettano ma non mandano in porto in tempi relativamente brevi la surroga richiesta dal cliente.

    Il testo al momento disponi­bile lascia spazio a pochi dub­bi: se la surroga non si perfe­ziona entro 30 giorni dalla da­ta della richiesta di avviare le procedure da parte della ban­ca cessionaria (il nuovo finan­ziatore) all'istituto cedente (da cui si vuole «portare via» il mutuo), quest’ultimo deve risarcire il cliente con una pe­nale dell'1% del valore del mu­tuo per ogni mese di ritardo. Naturalmente resta la possibi­lità per la banca cedente di ri­farsi sulla cessionaria se il ri­tardo è dovuto alla seconda. Qualche numero? Ipotizzan­do, come è probabile, che la multa si applichi al debito resi­duo trasferito con la surroga, il calcolo è presto fatto. Un esempio fra tutti: a fine ago­sto un risparmiatore si presen­ta allo sportello di una «nuo­va » banca e chiede di spostare lì, con una surroga, il proprio mutuo con un saldo a debito di 100 mila euro, la domanda viene accettata dal cessionario e la richiesta dal nuovo istituto al «vecchio» parte il primo set­tembre; se entro il primo ottobre l'operazione non è conclusa, il cliente ha diritto a mille euro per ogni mese di ritardo, fino alla partenza defi­nitiva del nuovo mutuo. E valgono anche le co­siddette «frazioni di mese». Quindi, se la surro­ga si conclude con successo il 15 novembre, il cliente incasserà dalla banca una penale di 1.500 euro.

    Dietro la mossa del governo c'è una delle la­mentele più ricorrenti da parte dei consumato­ri negli ultimi anni: procedure per la concessio­ne delle surroghe troppo lente, con il rischio che, nel frattempo, le condizioni di mercato peggiorino a svantaggio del cliente. Un caso che che si è potuto verificare per chi, qualche mese fa, ha cercato di passare da un tasso varia­bile a uno fisso quando l'Eurirs a 20 anni, il rife­rimento per molti mutui «costanti», era sceso ampiamente sotto il 4%, a livelli mai toccati da diversi anni. Poi, però, l'Eurirs è tornato a sali­re, e chi è stato chiamato a fir­mare la surroga mesi dopo averla richiesta, si è trovato davanti un tasso ben più alto di quello atteso. Inoltre oggi, con l'Euribor a 3 mesi (il riferi­mento per i tassi variabili) ai minimi storici (1,1%), è torna­to a farsi sentire l'appeal dei mutui «ballerini» per chi ama rischiare. Con differenze di di­versi punti percentuali tra i tassi variabili, molto più bas­si, e i fissi. Almeno per ora. Al di là dei tempi e dei tassi, restano comunque da conside­rare gli spread (i differenziali tra il saggio di riferimento e quello applicato al cliente), sa­liti negli ultimi mesi. Per le surroghe, poi, a volte il tasso viene ritoccato ancora al rial­zo: un costo «latente» che compenserebbe gli oneri a ca­rico della banca per il trasferi­mento del mutuo. Sono tutti punti che, per molti consumatori, frenano il mercato delle surroghe. Troppi no dalle banche, troppe lungaggini, critica il presi­dente dell'Adusbef Elio Lannutti, che giudica «parzialmente positiva» l'ultima mossa del go­verno. Mentre secondo l'Abi la procedura di colloquio interbancario, realizzata dall'associa­zione a giugno 2008 per semplificare la trasferi­bilità dei mutui da un istituto all'altro, ha aiuta­to il mercato con 34 mila surroghe in 12 mesi, a cui si aggiungono 190 mila rinegoziazioni.

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