La grande beffa delle polizze assicurative dormienti

Polizze assicurative dormienti » Un furto ai danni dei cittadini consumatori

Il tema delle polizze assicurative dormienti, che spiegheremo successivamente, negli ultimi tempi, è stato portato alla luce da diverse associazioni dei consumatori: ma di cosa si tratta, in sostanza? Cerchiamo di scoprirlo nel prosieguo dell'articolo.

E' aperta la caccia alle polizze assicurativa (vita) dormienti.

L'obiettivo, infatti, è quello di far arrivare i soldi nelle tasche dei legittimi beneficiari prima che il loro diritto decada e il denaro finisca nella contabilità speciale dello Stato con possibilità di rimborso solo via Consap.

L’autorità di vigilanza sul mercato assicurativo (IVASS), pertanto, ha promosso un’analisi per capire quante polizze assicurative non riscosse e non prescritte giacciano nei forzieri delle assicurazioni.

Il motivo?

Comprendere se le imprese sono proattive nel rintracciare i beneficiari delle polizze vita prima che i termini del diritto a prestazione siano prescritti in modo che le somme assicurate vadano a chi ne ha effettivamente diritto.

Prima cioè che siano trascorsi i dieci anni dalla prescrizione, il cui decorso scatta alla scadenza della polizza o al momento del “sinistro” per il caso di morte.

Facciamo luce sulla questione nei paragrafi successivi.

La diatriba delle polizze assicurative dormienti

Tutto quello che c'è da sapere sulla, scomoda, diatriba relative alle polizze assicurative dormienti.

E' partita la sfida dell’Ivass a vantaggio dei possessori di polizze assicurative vita e morte e dei loro beneficiari.

Se non fosse per il fatto che l’autorità non ha in tasca una proposta concreta su come poi realmente aiutare i risparmiatori ad intascare le somme cui hanno diritto.

Gli obiettivi sono innanzitutto di fotografare il fenomeno, raccogliendo dati sul numero delle polizze assicurative potenzialmente dormienti e sui relativi capitali assicurati, acquisire informazioni sui processi posti in essere dalle imprese per verificare i decessi e identificare e rintracciare i beneficiari.

Solo successivamente la sezione tutela dei consumatori dell’autorità pensa di individuare correttivi e formulare proposte (anche legislative) per agevolare le imprese nella ricerca dei legittimi beneficiari.

In che modo? Una delle ipotesi di lavoro potrebbe essere, ad esempio, l’istituzione di un’anagrafe centrale che le imprese possano interrogare.

Poco, secondo le associazioni dei consumatori, per garantire ai legittimi beneficiari di intascare il denaro investito nelle polizze assicurative.

Tuttavia, secondo l’autorità, il meccanismo potrebbe funzionare sulla falsariga di quanto accade in Francia.

Oltralpe però il legislatore è intervenuto sulla questione in maniera decisa: innanzitutto ha reso obbligatoria per le compagnie assicurative la consultazione dell’anagrafe centralizzata per verificare i decessi dei beneficiari.

In secondo luogo, ha istituito anche un meccanismo di sanzioni per le imprese inadempienti che nel biennio 2014-2016 hanno subito ammende pecuniarie per 103 milioni di euro.

Infine, ad aprile 2016, l’autorità ha analizzato il fenomeno registrando la presenza in Francia di somme assicurate relative a polizze vita dormienti pari a 5 miliardi di euro su oltre un milione di polizze assicurative.

Denaro che, nel caso di morte dell’intestatario del contratto e di mancata riscossione, finisce dopo dieci anni nei forzieri della Cdp francese, la Caisse des dépôts, con una prescrizione ventennale.

I cugini d’Oltralpe possono quindi contare su un intero sistema costruito a garanzia del risparmiatore.

E non solo su un’anagrafe.

Inoltre, hanno a disposizione ben 20 anni prima di incappare nella prescrizione.

Senza contare poi che in quel lasso temporale il denaro è al sicuro alla Caisse des dépôts.

Il meccanismo è insomma decisamente diverso da quello italiano, dove bastano dieci anni perché scatti la prescrizione e il denaro finisca in un fondo che i governi di turno utilizzano come meglio credono senza rispetto per i risparmiatori.



Rimborso agli aventi diritto delle somme relative alle polizze assicurative dormienti

Come possono accedere al rimborso gli aventi diritto delle somme relative alle polizze assicurative dormienti.

Come accennato, sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze assicurative (stipulate magari anche dai loro genitori) perché trascorsi più di due anni dalla morte dell'assicurato.

Parliamo, ancora, delle cosiddette polizze assicurative dormienti, i cui soldi sono appunto stati trasferiti al Fondo dormienti, senza possibilità di essere risvegliate.

Qualcosa è cambiato con il governo Monti, che ha portato il termine di prescrizione delle polizze vita da 2 a 10 anni, così che restasse più tempo per recuperare i soldi di una polizza vita scaduta e dimenticata.

Ma c'è un limite: la nuova normativa si applica, infatti, solo alle nuove polizze assicurative.

Per quelle già emesse, scadute e già devolute al Fondo, è possibile chiedere che vengano "risvegliate", presentando l'apposita domanda.

Fino al 1° luglio 2016 è possibile inviare la domanda.

Per prima cosa è necessario chiedere alla compagnia assicurativa l’attestazione in cui dichiara di aver devoluto la polizza al Fondo dormienti.

Hanno, comunque, diritto al rimborso le polizze prescritte che soddisfano queste condizioni:

La domanda può essere consegnata a mano oppure inviata tramite raccomandata A/R all'indirizzo: Consap Spa - Gestione polizze dormienti, Via Yser, 14 - 00198 Roma.

La domanda può essere inoltrata anche online, ma solo con posta elettronica certificata, al seguente indirizzo Pec consap@pec.consap.it.

Sul plico deve essere apposta sempre la dicitura "legge n. 388/2000, articolo 148, comma 1 – D.M. 28/05/2005 art. 7 – Gestione Polizze Dormienti".

Per altro con la Pec è possibile inviare solo la domanda ma non il resto della documentazione.

Per sapere se la richiesta è andata a buon fine bisognerà aspettare la fine di febbraio 2017 quando il Ministero indicherà chi avrà diritto al pagamento e con che percentuale (il pagamento avverrà entro la fine di marzo 2017).

Il Ministero dello Sviluppo economico ha stanziato 3,5 milioni di euro destinati ai rimborsi.

Se la domanda sarà accolta, però, verrà pagato solo il 70% dell'importo della polizza.

In più, se le richieste saranno superiori alle risorse disponibili si procederà a un rimborso parziale anche della quota del 70%.

Il tempo non è tanto: la prima cosa da fare, perciò, è chiedere alla compagnia assicurativa l'attestazione in cui dichiara di aver devoluto la polizza al Fondo dormienti.

Senza questo documento, infatti, non è possibile richiedere il rimborso.

Di seguito, invece, il modulo per presentare la domanda di rimborso.

Modello opposizione trasmissione ad Agenzia entrate dati spese sanitarie per dichiarazione precompilata

Ecco, invece, l'allegato per gli Ulteriori Richiedenti.

Modello opposizione trasmissione ad Agenzia entrate dati spese sanitarie per dichiarazione precompilata

Come detto, ribadiamo che gli Intermediari (compagnie assicuratrici, banche, o altri soggetti che esercitano l'assicurazione sulla vita) sono tenuti al rilascio dell'attestazione (in cui si dichiara di aver devoluto la polizza al Fondo dormienti) di cui all'art. 1 del D.P.R. 22 giugno 2007, n. 116 disponibile di seguito.

Modello opposizione trasmissione ad Agenzia entrate dati spese sanitarie per dichiarazione precompilata

L'attestazione deve essere compilata in ogni sua parte.

Per qualsiasi chiarimento, è possibile chiamare il numero 06.85796444 attivo da lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 17 o scrivere alla mail polizzedormienti@consap.it (da non utilizzare per l'invio delle istanze).

15 novembre 2016 · Gennaro Andele

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Stai leggendo La grande beffa delle polizze assicurative dormienti Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 15 novembre 2016 Ultima modifica effettuata il giorno 15 novembre 2016 Classificato nella categoria tutela consumatori - polizze assicurative RC auto, vita, infortuni e danni Inserito nella sezione tutela consumatori del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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