Cosa si evince dall'indagine delle authority sulle polizze assicurative automatiche inserite nei contratti di fornitura energetica

Cosa si evince dall'indagine di Ivass, Antitrust e Autorità per l'Energia chde riguarda le polizze assicurative abbinate a contratti di fornitura di energia elettrica, gas e acqua.

Come chiarito nei precedenti paragrafi, l'Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, insieme all'Autorità Antitrust e quella per l'Energia elettrica, ha aperto un'indagine su 20 operatori energetici e 13 compagnie di assicurazione per il fenomeno delle offerte combinate, ovvero le polizze assicurative abbinate a contratti di fornitura di energia elettrica, gas e acqua.

Il nome dell'operazione è “Sei assicurato e forse non lo sai”. L'indagine è stata avviata in aprile.

Le offerte combinate, diffuse in tutto il mondo, in Italia coinvolgono più di 15 milioni di cittadini, cui vengono offerti oltre 1.600 tipi diversi di “pacchetti” derivanti da accordi commerciali tra assicurazioni e operatori economici di varia natura.

Il filone che riguarda le compagnie energetiche coinvolge 2 milioni di assicurati e oltre 33 milioni di euro di premi.

Ma come cambiare questa brutta abitudine? Innanzitutto, è necessario modificare la normativa che regola le sanzioni inflitte dall'Ivass alle compagnie assicurative, perché la loro efficacia è quasi nulla e non pagarle è la regola, al punto che nel 2014, a fronte di provvedimenti per circa 4 milioni, sono affluiti alle casse dell'Erario meno di 300 mila euro.

Inoltre, è in ritardo di oltre un anno il regolamento governativo per la creazione dell'Organismo di vigilanza sugli intermediari assicurativi, una soluzione analoga a quella a suo tempo varata per i promotori finanziari con l'Albo vigilato dalla Consob.

Si, perché il regolamento governativo che avrebbe dovuto attuare la previsione di legge non è mai stato emanato, sebbene sia trascorso ormai un anno dalla scadenza fissata.

Ad oggi non è possibile prevederne esiti e tempi.

Sembra un caso di scuola di quei provvedimenti legislativi la cui attuazione regolamentare viene dilazionata alle calende greche in un clima di incertezza e ostruzionismo da parte di portatori di interessi privati, per di più malintesi.

Concludendo, a nostro avviso, bisogna sforzarsi di capire le scelte dei consumatori in un mondo di continue innovazioni tecnologiche e finanziarie che non presentano solo rischi ma anche opportunità.

La miglior tutela del consumatore, oltre che in una sana concorrenza, sta in una comunanza di interessi, sia delle autorità pubbliche a colmare le asimmetrie informative sul mercato, sia delle imprese ben gestite a salvaguardare la reputazione nel lungo periodo.

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