Che cosa ha portato alla luce l'indagine congiunta sulle polizze assicurative nascoste per contratti di fornitura energetica in linea generale

Vediamo, in linea piuttosto generale, che cosa ha portato alla luce l'indagine congiunta sulle polizze assicurative nascoste per contratti di fornitura energetica.

L'analisi ha preso avvio dai risultati dell'indagine presentata un anno fa dall'Ivass che mostravano i profili di criticità delle polizze occulte legati alle “modalità di offerta, alla conoscenza effettiva dell'esistenza della polizza e alla sua conseguente azionabilità in caso di bisogno.

In parole povere, le tre authority vogliono capire se le aziende forniscono un'adeguata informazione all'utente e se quest’ultimo è consapevole di quello che ha sottoscritto e delle coperture che può rivendicare in caso di incidente domestico.

Nel comparto delle public utilities l'Istituto di vigilanza rivelò che tra le coperture la più comune era l'assistenza a domicilio in caso di piccoli guasti (invio elettricista, idraulico, tapparellista); eventi del tutto scollegati dalla fornitura principale di energia.

In altri casi oggetto della prestazione era il rimborso delle bollette pagate al verificarsi di determinati eventi, quali la perdita d'impiego, l'invalidità permanete o temporanea totale.

A conti fatti queste polizze costano all'utente 70 euro all'anno nel caso della fornitura elettrica, 40 euro annui nel comparto del gas e dai 3 ai 15 euro a un'utenza domestica del settore idrico. In quest’ultimo ambito, le polizze “assistono” l'utente in caso di perdite di acqua e consumi anomali addebitati in bolletta.

Esistono poi nei 20 pacchetti analizzati “polizze presentate come gratuite per l'utente” che promettono di garantire l'utente sia in caso di morosità per perdita dell'impiego sia l'assistenza tecnica a domicilio in caso di malfunzionamento degli impianti.

L'indagine ha anche messo in evidenza che, nell'ultimo anno operatività delle offerte, a fronte di 2 milioni di assicurati, sono state formulate 14.120 richieste di indennizzo.

L'indice di sinistrosità (rapporto tra richieste di indennizzo e polizze stipulate) è pari, in media, allo 0,2% per il settore idrico e allo 0,9% per il settore energetico; le compagnie di assicurazione hanno respinto il 32,1% delle richieste di indennizzo (33,4% per il settore energetico e 5,8% per il settore idrico) e hanno sostenuto costi per sinistri per 4,2 milioni di euro (13% dei premi raccolti).

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