L'abbassamento dell'imposta di registro e la partecipazione all'asta giudiziaria per conto di terzi

Cosa dice il decreto banche sull'abbassamento dell'imposta di registro e la partecipazione all'asta giudiziaria per conto di terzi.

Non è, come sempre, tutto oro quel che luccica: purtroppo, c'è anche da dire che, in tutto questo, a farla da padrone saranno, ancora una volta, le banche.

Infatti, sempre in base alla riforma in questione, gli istituti di credito potranno acquistare la casa sottoposta a pignoramento tramite società immobiliari controllate, beneficiando di uno sconto fiscale del 9%.

Ma vediamo di vederci più chiaro.

La seconda norma inserita dal decreto banche, che va letta in relazione alla precedente, fa comprendere come tutto l'assetto della riforma sia stato studiato appositamente per le banche.

In buona sostanza, l'offerente, dopo essersi visto assegnare l'immobile, ha cinque giorni di tempo per indicare il nome di un terzo a favore del quale deve essere trasferito l'immobile, cosiddetta assegnazione in favore di un terzo.

Viene, così, consentito all'istituto di creditk di presentare offerte per conto di società partecipate o facenti parte del gruppo stesso.

Insomma, le banche parteciperanno alle vendite, ma potranno intestare l'immobile a una società da queste controllata o facente parte del medesimo gruppo.

Non è, infatti, un mistero che molti istituti di credito abbiano già creato, negli scorsi anni, apposite società immobiliari proprio con lo scopo di piazzare di nuovo sul mercato gli immobili prima finanziati.

Il che significa che, grazie a questo meccanismo, la banca, nel giro di solo quattro aste, potrà ottenere la proprietà della casa sulla quale ha acceso l'ipoteca per il mutuo ipotecario.

Il tutto, come detto, in soli sei mesi.

Ma non è tutto.

Il nuovo decreto, infatti, stabilisce che, se l'immobile acquistato all'asta viene rivenduto nel giro di un anno, l'aggiudicatario (la banca) non paga l'imposta di registro (pari appunto al 9%) ma, in luogo di essa, versa un'imposta fissa di 200 euro.

Il che, su un bene del valore di 500mila euro significa un risparmio d'imposta di ben 45mila euro.

9 maggio 2016 · Andrea Ricciardi

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