La retroattività della norma sulla vendita all'asta dell'immobile sottoposto a pignoramento

Vediamo di vederci più chiaro in merito alla retroattività della norma sulla vendita all'asta dell'immobile sottoposto a pignoramento.

A questo punto, la domanda sorge spontanea e lecita: che fine faranno gli immobili già pignorati, con procedure iniziate negli anni passati, ora che la riforma ha ridotto a tre le aste autorizzabili dal giudice?

Ebbene, da quanto si legge dal testo del decreto, la nuova normativa si applicherà con effetto retroattivo, anche alle procedure in corso, benché anteriori alla riforma.

Come accennato nel paragrafo precedente, in caso di aste giudiziarie, il tribunale può disporre massimo tre esperimenti di vendita, ciascuno con un ribasso di un quarto rispetto al precedente prezzo.

Se questi dovessero andare deserti, e nessuno dovesse offrirsi per l'acquisto, il giudice potrà disporre una quarta asta, riducendo il valore dell'immobile fino alla metà.

Detto ciò, è da notare bene che ai fini dell'applicazione della regola appena esplicata, si calcolano anche gli esperimenti di vendita svolti prima dell'entrate in vigore del presente decreto.

Dunque, tutti per tutti i pignoramenti immobiliari che si sono svolti negli ultimi anni, e per i quali si sono già consumati tre esperimenti d'asta, sorgono due ipotesi definitive:

  • verrano “chiusi al ribasso” dal giudice, applicando la regola della riduzione di un'ulteriore metà della base d'asta precedente
  • le procedure cesseranno e la casa tornerà al debitore.

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