Pignoramento stipendi e pensioni depositati su conto corrente » Equitalia non può farlo su ultimi accrediti [Commento 1]

  • Ludmilla Karadzic 21 agosto 2013 at 15:36

    Decreto del fare - nuove regole per il pignoramento esattoriale di stipendi e pensioni

    Come è noto, Equitalia può attivare una speciale forma di pignoramento presso terzi (comunque non prima di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento), che si concretizza nell'ordinare al debitore del contribuente pignorato di versare le somme direttamente nelle sue mani, nel termine di 15 giorni.

    Con la conversione in legge del c.d. "decreto del fare" che ha modificato il testo originario del Dl 69/2013 (articolo 52, comma 1, lettera e), il termine entro cui tale pagamento deve avvenire è stato elevato da 15 a 60 giorni dalla notifica dell'atto di pignoramento. In tal modo, il debitore che ritiene di avere fondate ragioni da opporre all'iniziativa di riscossione avviata, potrà attivare, nel termine di 60 giorni dalla notifica del pignoramento, le tutele del caso evitando che, nel frattempo, il terzo disponga l'accredito delle somme pignorate.

    Ricordiamo le soglie per il pignoramento esattoriale dello stipendio, delle pensioni e delle altre indennità connesse al rapporto di lavoro. Fino a 2.500 euro la quota pignorabile è un decimo, per somme comprese tra 2.500 e 5mila euro è un settimo, mentre se si superano i 5mila euro si applica la quota di un quinto, che costituisce il limite massimo pignorabile.

    Sempre il c.d. "decreto del fare" ha stabilito che se l'accredito delle somme dovute a titolo di pensione, salario, stipendio o di altra indennità derivante da un rapporto di lavoro o di impiego confluiscono in un conto corrente intestato al debitore, gli obblighi del terzo pignorato non si estendono all'ultimo emolumento accreditato allo stesso titolo. Così la somma rimarrà nella piena disponibilità del contribuente.

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