Pignoramento presso terzi - quando il rapporto di lavoro è autonomo

Diverso è, purtroppo, il discorso quando il rapporto di lavoro è di tipo autonomo. La mancata previsione del limite del quinto per il pignoramento del compenso dovuto ad un lavoratore autonomo, nel caso in cui questo costituisse la sua unica fonte di reddito, sembrava costituire un trattamento ingiustificatamente più sfavorevole rispetto a quanto stabilito per gli altri lavoratori dipendenti, in contrasto con l'articolo 3 della Costituzione. Alcuni giudici avevano, per questo motivo, sollevato questione di legittimità costituzionale in merito al diverso trattamento di pignorabilità degli stipendi erogati ai dipendenti pubblici e privati rispetto ai compensi corrisposti ad un lavoratore autonomo, almeno quando questi costituiscono l'unica fonte di reddito. Ma la Consulta, in quella occasione, ha deciso (sentenza numero 381 pronunciata il 5 novembre 2007) che le questioni di legittimità costituzionale sollevate erano da ritenersi inammissibili.

Pertanto, in presenza di un contratto di lavoro autonomo, il pignoramento presso terzi può interessare l'intero credito vantato dal lavoratore.

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