Pignoramento dello stipendio e del trattamento di fine rapporto [Commento 1]

  • Lucia Alessia 26 ottobre 2013 at 16:56

    Buongiorno. Non riesco a inserire in altro modo la mia problematica. Due mesi fa sono stata licenziata da un'azienda in crisi. Non ho percepito ultimi due stipendi e TFR, dovrò attendere fallimento e richiederli fra un anno almeno, all'Inps. La mia situazione è molto pesante: ho due prestiti da restituire a due banche/finanziarie , il mio conto bancario con extrafido bloccato e 5 carte di credito revolving insolute. Finora ho sempre pagato tutto puntuale. Ma da un mese, non prendendo stipendio, tutti i rid sono stati respinti. Non ho beni immobili, ho una vecchia auto che varrà max € 1.000,00. Ho vissuto finora ospite dai miei genitori, pensionati (con cessione di un quinto sulla pensione, per cui non possono aiutarmi), a loro volta in affitto. Ora mi trasferirò in un'altra città per cercare un altro lavoro. Ma non è semplice perché ho 46 anni. Come devo comportarm? Dovrei scrivere alle banche ed avvisarle della mia situazione? Devo ignorare le telefonate e lettere dei recuperi credito? I miei genitori (quando sarò partita dovranno ricevere o respingere le raccomandate a me indirizzate? Potrebbero creare dei problemi ai miei genitori? Portare via i loro mobil? Pignorare il loro conto corrente, per la parentela? In ultimo potrebbero pignorare la mia disoccupazione subito o ne verrei a conoscenza prima? Un domani potrebbero pignorare il mio TFR? Io non ho più nulla!

    • Simone di Saintjust 26 ottobre 2013 at 18:23

      Inutile scrivere ai creditori, butterebbe via i soldi delle raccomandate. Comunque, venderanno il credito che vantano nei suoi confronti ad una società di recupero crediti.

      Per la stessa ragione, inutile, oltre che dispendioso per i suoi genitori, farsi rispedire le comunicazioni via posta semplice dei saprofiti che acquisteranno il credito e pretenderanno i soldi che lei non ha. Si limiti a restare informata solo delle notifiche effettuate con raccomandata AR.

      In linea puramente teorica un creditore potrebbe procedere al pignoramento dei beni rinvenibili presso la residenza del debitore e quindi presso la casa dei suoi genitori. Ma si tratta di un'ipotesi decisamente astratta perché questi soggetti non anticipano un euro di spese se non sono sicuri di portare via soldi in contanti. Lo stesso discorso vale, dunque, per il catorcio che lei possiede.

      Esclusa questo accademico scenario, pensione, conto corrente e mobili dei suoi genitori sono al sicuro. I genitori non pagano per i debiti dei propri figli. Al più saranno costretti a sorbirsi qualche spiacevole telefonata da parte di interlocutori scortesi e maleducati. Ma, con il tempo ci si abitua e si impara a rispondere per le rime.

      L'indennità di disoccupazione non è pignorabile fino al minimo vitale (circa 500 euro). Il residuo è pignorabile nella misura del 20%. Comunque, il creditore dovrebbe notificarle l'avvio della procedura di escussione coattiva ed anche l'INPS dovrebbe inviarle adeguata comunicazione.

      In futuro, augurandole di trovar presto lavoro, potrebbe verificarsi il caso che un creditore possa avviare il pignoramento del quinto dello stipendio e del quinto del TFR. Ma, anche qui, il frazionamento della somma dovuta che rende non rilevante l'importo dovuto a ciascuno ed il fatto che per scovarla bisognerebbe comunque spendere per un minimo di indagine, giocano a suo favore.

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