Pignoramento stipendio da parte di società di recupero crediti [Commento 1]

  • Alessandro 1 marzo 2016 at 13:29

    Vi scrivo perchè ho un problema con una agenzia di recupero crediti Inglese: ieri mi è pervenuta una raccomandata di un"secondo sollecito" da parte di una agenzia di recupero crediti inglese dove diceva che sono stati incaricati dall'Ungheria per riscuotere una multa di mancato pagamento Vignetta autostradale, fermo e restando che non ho mai ricevuto il primo sollecito (per cui si sono sentiti in potere di incrementarmi la multa)
    Volevo sapere che rischi corro a non pagare?

    Può un'agenzia di recupero crediti inglese comprare un debito che a loro dire avrei verso l'Ungheria e riscuoterlo in italia?

    Possono arrivare a farmi causa (con incremento dei costi) e pignorarmi dei beni ?

    Cosa dice in proposito al legge italiana?

    Secondo voi cosa dovrei fare?

    • Ornella De Bellis 1 marzo 2016 at 14:15

      Non si tratta di una multa, ma della pretesa relativa ad un credito, legittimo, esigibile e documentato, per il cui recupero stragiudiziale il gestore delle autostrade ungheresi NUSZ si è affidato alla inglese EPC. Naturalmente, al costo dell'importo, dovuto e non pagato, si aggiungono le spese di notifica ed il corrispettivo per l'intervento della EPC, resosi necessario a seguito di un comportamento indiscutibilmente elusivo di un fruitore di servizi autostradali ungheresi.

      Potrebbe non aver ricevuto il primo sollecito perché la raccomandata le può essere stata notificata per compiuta giacenza in seguito a temporanea irreperibilità del destinatario.

      Il gestore delle autostrade ungheresi, per il recupero del credito, può affidarsi a chi meglio crede, purché la società che riceve l'incarico operi secondo le norme di diritto comunitario.

      Il prossimo passo del creditore sarà il passaggio dalla fase stragiudiziale a quella giudiziale, con la notifica di un titolo esecutivo europeo.

      Si tratta di un certificato che accompagna una decisione giudiziaria nazionale e ne consente l'esecuzione in un altro Stato membro. Vale, fra l'altro, per la riscossione coattiva del credito non contestato quando il giudice nazionale, su ricorso di EPC e NUSZ, avrà deciso che l'importo in questione (gravato da ulteriori spese legali ed interessi moratori) è dovuto.

      Anche nella fase giudiziale avrà , eventualmente, modo di far valere le sue ragioni, contestando l'importo ingiunto attraverso l'assistenza legale di professionisti ungheresi dopo la citazione che le verrà notificata, persistendo l'inadempienza, da un Tribunale ungherese.

      L'alternativa ad adempiere la seconda pretesa di EPC (integrando il primo pagamento già effettuato, seppur fuori termine) è quella di lasciare le cose come stanno, con la consapevolezza che, se le andasse male, si potrebbe ritrovare a dover corrispondere qualche migliaio di euro attraverso il pignoramento del conto corrente oppure, a rate, con il 20% mensile del suo stipendio (o pensione).

      Io personalmente, al posto suo, correrei questo rischio.

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