Rischio revocazione atto di alienazione immobile

Se la vendita è conclusa a prezzo di mercato e l'immobile è destinato a costituire l'abitazione principale dell'acquirente, o di suoi parenti e affini entro il terzo grado, non c'è la possibilità di revocatoria dell'atto da parte dei creditori, anche nel caso di un fallimento della srl in cui venisse riconosciuta anche la responsabilità di suo marito come amministratore.

Il problema consisterà nell'evitare che il ricavato, fatto salvo il residuo valore del mutuo ipotecario garantito da ipoteca, resti incagliato nel pignoramento di un conto corrente qualsiasi intestato a suo marito. La necessità conseguente è quella di affidare i proventi della vendita a terzi. Non c'è altro modo per non correre rischi.

Tenga anche presente che i corrispettivi per l'attività lavorativa che svolge suo marito potranno anch'essi essere pignorati alla fonte (non solo dopo che siano stati depositati sul conto corrente) con precetto notificato direttamente al committente. Sempre che l'attività stessa non risulti, per così dire, sommersa.

Non credo esistano e comunque non ne conosco, associazioni della tipologia da lei invocata.

14 novembre 2012 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Rischio revocazione atto di alienazione immobile Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 14 novembre 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria pignoramento - domande e risposte del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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