Pignoramento dello stipendio con cessione ed altro pignoramento in corso [Commento 1]

  • llluigi 11 febbraio 2013 at 13:04

    A seguito di una sentenza di separazione il giudice ha disposto il pignoramento di una quota aggiuntiva pari a 700 euro (oltre l'assegno di mantenimento) da effettuare esclusivamente nel mese di dicembre ad opera dell'INPDAP a favore della mia ex coniuge. Nel dicembre 2012 però i 700 euro sono stati accreditati normalmente sul mio conto corrente in quanto l'INPDAP non ha provveduto ad effettuare il pignoramento aggiuntivo. Dopo due mesi la mia ex coniuge ha fatto presente questa situazione all'impiegato che si occupa della pratica, il quale le ha riferito che il pignoramento verrà effettuato nel mese di marzo.Ovviamente questo ritardo mi causa un danno economico in quanto se il pignoramento aggiuntivo fosse stato effettuato nel mese di dicembre avrei potuto fare affidamento sulla tredicesima. Nel mese di marzo, invece, se venisse effettuato questo pignoramento rimarrebbero soltanto 200 euro sul mio conto corrente.Percepisco una pensione di 2000 euro su cui ogni mese vengono effettuate già due ritenute (700 per l'assegno di mantenimento e 400 per una cessione con un istituto finanziario). Quindi sul mio conto corrente vengono accreditati 900 euro. Da questi 900 euro l'INPDAP può pignorare altri 700 euro nel mese di marzo? Ho letto che l'importo del pignoramento non può superare metà della pensione percepita quindi se l'INPDAP dovesse effettuare questo ennesimo pignoramento cosa dovrei fare?

    • Simone di Saintjust 11 febbraio 2013 at 13:49

      Le conviene inviare, con raccomandata AR, una diffida all'INPDAP, sin da subito. Il mancato adempimento della disposizione giudiziale, imputabile esclusivamente ad INPDAP, non può esserle addebitato con prelievi differiti, rispetto a quanto stabilito dal giudice, violando le norme vigenti sui limiti di pignorabilità delle pensioni.

      Si tratta di un tentativo, naturalmente. Qualora l'INPDAP procedesse nonostante la sua diffida, dovrebbe ricorrere al giudice per le esecuzioni, con il supporto di una avvocato, il che le costerebbe probabilmente più di 700 euro. Ed inoltre, una volta che la somma fosse stata accreditata alla sua ex, dovrebbe poi intentare causa anche a lei per la restituzione dell'importo. Con scarse possibilità di successo e contro ogni logica di buon senso.

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