Pignoramento ingiusto del quinto dello stipendio e recupero crediti

Pignoramento quinto per non aver pagato tassa rifiuti

Non avevo pagato la tassa rifiuti 2007 per un importo di 47,46 euro. Il 26.10.2009 mi arriva una intimazione di pagamento dalla soc. Abaco (recupero crediti) per un importo di 63,33 che io paga il 21.12.2009.

Il 28.12.2009 mi arriva un'altra intimazione di pagamento per la stessa tassa di 91,99 euro. Ho fatto notare che avevo già pagato prima della nuova notifica.

Il 22.03.2010 mi arriva una procedura di pignoramento del quinto dello stipendio (mai avvenuto tra l'altro)per l'importo di 65,07 (praticamente i 28,16 euro che mancavano + altre loro spese).

Ho mandato loro una mail in cui ribadivo che avevo pagato prima della notifica e che secondo me visto che l'importo della tassa l'avevano recuperato trovavo ingiusto pagare spese su spese che non esistono.

Nessuna risposta.

Ieri mi arriva una mail dall'abaco che risulto essere debitore per una tassa dei rifiuti del 2007. Verifico e mando loro la ricevuta di pagamento. Risposta: dicono che ho pagato dopo la nuova notifica e che avanzano 92,08 euro.

Che devo fare? E' giusto pagare le loro ipotetiche spese? Io non ne ho nessuna intenzione!!!

Pignoramento ingiusto per non aver pagato tassa rifiuti

Il comportamento di queste società cui viene affidata dai comuni la concessione per la riscossione di tributi locali, come la tassa ambientale o quella relativa ai rifiuti solidi urbani, è certamente inqualificabile.

Commettono errori con disinvoltura, indifferenti ai disagi che creano ai cittadini esigendo loro importi non dovuti, trincerandosi dietro l'impunità e la burocrazia.

D'altra parte è giustificabile il comportamento del contribuente vessato, come lei, che ritiene ingiusto perdere ore o giornate di lavoro per correre dietro agli sportelli delle concessionarie per far valere le proprie sacrosante ragioni.

Ma, così, si entra in un circolo vizioso e se ne esce, il più delle volte perdenti. Cornuti e mazziati, come si dice a Napoli. Con il pignoramento ingiusto del quinto dello stipendio, magari, per somme ridicole.

Ci vuol poco a capire che il nostro comportamento incoraggia questo modo di fare. Spedire una e-mail, seppur ad un indirizzo messo in bella mostra sul sito web di queste Concessionarie, senza un riscontro e senza la disponibilità di una PEC, equivale a non fare nulla.

Se non si vuole andare a notificare allo sportello, esigendo il numero di protocollo, un'istanza in autotutela corredata da copia dei bollettini di avvenuto pagamento, bisogna almeno ricorrere alle poste convenzionali. Certo accollandosi la spesa di una raccomandata AR.

Non è giusto, non vale, non è corretto. Ma, non c'è altro da fare. Come nulla possiamo fare dopo che ci è capitata una disgrazia.

25 novembre 2011 · Rosaria Proietti

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