Valenza giuridica di un contratto di comodato dei beni presenti presso la residenza del debitore in caso di pignoramento [Commento 2]

  • rigoberto 20 gennaio 2013 at 22:32

    Nel 2006 ho ereditato come unico erede - per decesso di mia sorella - senza testamento, il 50% di un appartamento cointestato con lei.
    A fine 2012 ho trovato casualmente un suo testamento datato 2003 in cui esprimeva la volontà di dare il suo 50% ad una associazione benefica.
    IL testamento olografo é stato ritenuto valido.
    Nel 2010 ho stipulato, su gran parte dell'appartamento, un contratto di comodato gratuito, regolarmente registrato, della durata di 12 anni a mia moglie in previsione di una sua attività commerciale (siamo in
    separazione di beni). Oggi però l'appartamenmto é pignorato ( data dicembre 2011) e gravato da altre
    ipoteche e fra poco dovrà andare all'asta.
    Nota: L'appartamento ha due ingressi indipendenti e facilmente divisibile in due porzioni di 50%...

    Domande:
    a) Pubblicando il testamento cosa succede?
    b) I costi relativi alle tasse di successione che pagati sul 100% allo Stato é possibile richiedere il rimborso del 50%?
    c) Per l'ICI, IMU che dal 2006 pagato sul 100% con i nuovi eredi cosa avviene?
    d) il contratto di comodato, qualora l'appartamento venisse venduto all'asta tutto o in parte, rimarrebbe valido?

    • Annapaola Ferri 21 gennaio 2013 at 12:22

      Innanzitutto andrebbe verificato se sua sorella defunta poteva destinare il 50% dei suoi beni a soggetti esterni all'asse ereditario. Il che non ci è dato sapere dalle informazioni che lei fornisce. Il nostro ordinamento riserva a determinati soggetti legittimari (coniuge, figli e ascendenti del defunto) una quota di eredità legittima, della quale non possono essere privati per volontà del defunto, sia stata questa espressa in un testamento o eseguita in vita mediante donazioni. Il testatore, pertanto, può liberamente disporre solo della quota che la legge non riserva a questi soggetti ovvero la quota disponibile.

      Ma, ammesso che sia anche possibile far valere un testamento olografo del 2003, rinvenuto nel 2012, che viola le quote di legittima, il beneficiario (l'associazione a cui, mi sembra di capire, si vorrebbe "accollare" una quota quota delle tasse pregresse su un immobile già pignorato) avrebbe buon gioco ad esercitare rinuncia all'eredità.

      Il contratto di comodato gratuito al coniuge è irrilevante nella procedura di pignoramento. In questi casi si fa già tanta fatica a far valere i diritti di abitazione di terzi (locazioni ultranovennali o assegnazione all'ex coniuge separato legalmente).

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