Pignoramento presso la residenza del debitore ospite della famiglia [Commento 2]

  • noncelafacciopiu 4 novembre 2015 at 16:06

    Buongiorno,
    avrei bisogno di spiegazioni su una situazione difficile:

    nella stessa abitazione sono residenti genitori, una figlia (maggiorenne ed economicamente non a carico) ed un figlio (anch'egli maggiorenne)"problematico".

    Genitori e figlia co-abitano effettivamente nella casa (di proprietà dei primi) in oggetto mentre il figlio è domiciliato in una comunità di recupero in altra Regione, presso cui è anche stato richiesto (ed accettato) l'affidamento in prova in conseguenza di alcune sentenze penali passate in giudicato.

    In virtù di (non so se delle stesse o altre) sentenze penali, di cui i genitori non erano per lo più a conoscenza (anche nei periodi precedenti la Comunità di recupero, il figlio non abitava presso di loro se non sporadicamente) sta emergendo che il figlio risulta anche debitore nei confronti di diversi soggetti.

    E' stata fatta una prima notifica ai genitori e quando si è presentato l'ufficiale giudiziario, non ben sapendo nè di cosa si trattasse, nè le eventuali conseguenze, hanno pagato per il figlio.
    Adesso però è arrivata una seconda notifica (ritirata dalla cognata che abita nell'appartamento al piano superiore, è valida?), per un importo che, pur non elevatissimo, metterebbe in difficoltà i genitori.

    Tutto quello che c'è nell'appartamento è di proprietà dei genitori (come anche l'immobile) o della sorella, ma avrebbero difficoltà nel dimostrarlo.
    Considerando che il soggetto in questione vive materialmente presso la comunità, può essere bypassato questo problema in virtù della santenza di cassazione 7222 del marzo 2011?

    In caso positivo è una cosa che può essere opposta direttamente all'ufficiale giudiziario o comunque bisognerebbe procedere in giudizio?
    Non vorrei che alla fine le spese superassero il valore dei beni.

    In caso arrivassero altre notifiche (non c'è modo di sapere quanti "danni" abbia lasciato in giro il soggetto in questione) si può evitare di ritirarle?

    Grazie, attendo fiducioso un vostro aiuto.

    • Simone di Saintjust 4 novembre 2015 at 16:53

      La sentenza citata (7222 del marzo 2011) dimostra proprio a cosa si va incontro quando c'è un pignoramento presso la casa del debitore ed i terzi effettivi proprietari degli arredi presenti nella casa non sono in grado di esibire la documentazione necessaria. Si finisce con il dover supportare i costi (e i tempi) di un procedimento ordinario di cognizione per avvalersi di eventuali testimoni allo scopo di dimostrare che il debitore era stato solo temporaneamente ospitato.

      La cosa più lineare da fare in questi casi è quello di registrare, presso l'Agenzia delle Entrate, un contratto di comodato elencando tutti i beni concessi al comodatario debitore (naturalmente in data anteriore a quella di notifica del pignoramento).

      Il contratto di comodato può essere esibito all'Ufficiale Giudiziario, il quale non è, tuttavia, obbligato a tenerne conto. Di solito, in simili circostanze, l'ufficiale giudiziario lascia in custodia al debitore i beni pignorati riservandosi poi di agire in base alla successiva pronuncia del giudice adito dal terzo effettivo proprietario.

      Per liberare i beni dal pignoramento il terzo effettivo proprietario deve presentare ricorso, ex articolo 615 del codice di procedura civile, al giudice delle esecuzioni del Tribunale territorialmente competente, esibendo il contratto di comodato registrato all'Agenzia delle entrate. E' necessaria l'assistenza legale.

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