Conclusioni su pignoramento presso la residenza del debitore ospite della famiglia

Viene di fatto ammessa la prova orale sulle  circostanze relative alla residenza anagrafica e all'effettiva abitazione del debitore  (e non sulla titolarità effettiva del beni oggetto  di pignoramento).

Il concetto di "casa del debitore" funzionale all'azione  esecutiva di pignoramento dei beni esistenti presso la sua residenza non può  estendersi alla ipotesi di mera ospitalità e precarietà della permanenza del  debitore, quando tale condizione sia suffragata da testimonianza, anche orale.

Dunque, si stabilisce, con questa sentenza, un chiaro limite al principio di “presunzione legale di proprietà (o di appartenenza)” dei beni mobili presenti presso la residenza del debitore. E vengono fissati importanti paletti  rispetto a quanto disposto dagli articoli 513  (pignoramento presso la residenza del debitore) e 621  (inversione dell'onere della prova - presunzione di proprietà) del Codice di Procedura Civile.

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1 settembre 2013 · Paolo Rastelli

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  • CATIA 10 febbraio 2016 at 17:49

    Risiedo dal 1997 , da quando mi sono sposata, nella casa intestata ai miei genitori con i quali è stato stipulato un contratto di comodato d'uso gratuito immobiliare e mobiliare. Questo primo contratto non è stato bollato.

    Nel 2007 mio padre dietro consiglio di un professionista ha redatto un nuovo contratto di comodato che faceva riferimento al primo del 1997, vi è stata apposta marca da bollo da € 14,62 ed è stata apposta data certa con timbro postale.

    Nel 2015 mio marito è fallito ed essendo residente in tale abitazione, il curatore sostiene di dover fare l'inventario anche dei beni nell'abitazione di residenza.

    Avendo il contratto data certa ed essendovi elencati tutti i mobili e suppellettili di proprietà dei miei genitori, non dovrebbe essere sufficiente come prova che non sono beni di mio marito?

    • Simone di Saintjust 10 febbraio 2016 at 20:26

      Non è il curatore fallimentare a poter decidere sulla proprietà dei beni presenti nella residenza/domicilio del debitore, anche dopo l'esibizione di eventuali documenti da parte del terzo proprietario. Per il principio di presunzione legale di proprietà, tutto ciò che si trova presso l'abitazione in cui vive il debitore è di proprietà del debitore.

      E' il giudice dell'esecuzione, adito dall'effettivo proprietario dei beni inventariati, a dover decretare, esaminando il contratto di comodato prodotto dal ricorrente, l'esclusione dei beni ivi elencati dall'inventario della massa attiva fallimentare.

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