Viziato il pignoramento se sussiste il carattere provvisorio e temporaneo della permanenza del debitore

La sentenza fu impugnata dal creditore  dinanzi alla corte di appello di  Milano, la quale, nel rigettarne l'opposizione osservò, fra l'altro che:

  1. che il carattere provvisorio e temporaneo della permanenza del debitore  presso l'abitazione dei genitori in attesa di trasferirsi in altro appartamento del  quale egli risultava promissario acquirente ben poteva essere oggetto di prova  orale per testi, trattandosi di circostanza oggettivamente apprezzabile da un  osservatore terzo;
  2. che il concetto di "casa del debitore" funzionale all'utile esperimento dell'azione  esecutiva era sì connotato dal carattere di stabilità, ma non poteva utilmente  estendersi alla ipotesi di mera ospitalità e precarietà della permanenza del  debitore, quale quella di specie, nella prospettiva di un trasloco certo sia pur non  imminente;
  3. che la documentazione prodotta con riguardo ai beni mobili presenti  nell'appartamento dei genitori del debitore doveva  ritenersi sufficiente a  comprovarne la titolarità in capo ai ricorrenti in opposizione.

La sentenza della corte territoriale fu ancora impugnata da creditore  con  ricorso per cassazione.

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  • CATIA 10 febbraio 2016 at 17:49

    Risiedo dal 1997 , da quando mi sono sposata, nella casa intestata ai miei genitori con i quali è stato stipulato un contratto di comodato d'uso gratuito immobiliare e mobiliare. Questo primo contratto non è stato bollato.

    Nel 2007 mio padre dietro consiglio di un professionista ha redatto un nuovo contratto di comodato che faceva riferimento al primo del 1997, vi è stata apposta marca da bollo da € 14,62 ed è stata apposta data certa con timbro postale.

    Nel 2015 mio marito è fallito ed essendo residente in tale abitazione, il curatore sostiene di dover fare l'inventario anche dei beni nell'abitazione di residenza.

    Avendo il contratto data certa ed essendovi elencati tutti i mobili e suppellettili di proprietà dei miei genitori, non dovrebbe essere sufficiente come prova che non sono beni di mio marito?

    • Simone di Saintjust 10 febbraio 2016 at 20:26

      Non è il curatore fallimentare a poter decidere sulla proprietà dei beni presenti nella residenza/domicilio del debitore, anche dopo l'esibizione di eventuali documenti da parte del terzo proprietario. Per il principio di presunzione legale di proprietà, tutto ciò che si trova presso l'abitazione in cui vive il debitore è di proprietà del debitore.

      E' il giudice dell'esecuzione, adito dall'effettivo proprietario dei beni inventariati, a dover decretare, esaminando il contratto di comodato prodotto dal ricorrente, l'esclusione dei beni ivi elencati dall'inventario della massa attiva fallimentare.

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