Impignorabili gli arredi nella residenza del debitore se questi è ospite della famiglia

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con sentenza numero 7222 del 30.03.2011, ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Milano che, allineandosi alla pronuncia di primo grado, ha annullato un pignoramento dell’immobile e degli arredi pertinenziali a carico di un debitore che, pur risiedendo li', non era il legittimo proprietario.

Il debitore e la sua famiglia si sarebbero trasferiti di li' a poco in una nuova casa, per la quale avevano gia' sottoscritto il compromesso.

Sul punto i giudici di Cassazione  hanno motivato che «la Corte d’Appello, con valutazione di fatto insindacabile in questa sede, poiché del tutto esente da errori logico-giuridici, ha ammesso la prova orale sulle circostanze relative alla residenza anagrafica e all’effettiva abitazione del debitore (e non sulla titolarita' effettiva dei beni oggetto di pignoramento), con cio' rigettando l’eccezione proposta dalla societa' creditrice, onde del tutto priva di pregio appare l’eccezione di omessa pronuncia oggi sollevata da quest’ultima».

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  • CATIA 10 febbraio 2016 at 17:49

    Risiedo dal 1997 , da quando mi sono sposata, nella casa intestata ai miei genitori con i quali è stato stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito immobiliare e mobiliare. Questo primo contratto non è stato bollato.

    Nel 2007 mio padre dietro consiglio di un professionista ha redatto un nuovo contratto di comodato che faceva riferimento al primo del 1997, vi è stata apposta marca da bollo da € 14,62 ed è stata apposta data certa con timbro postale.

    Nel 2015 mio marito è fallito ed essendo residente in tale abitazione, il curatore sostiene di dover fare l’inventario anche dei beni nell’abitazione di residenza.

    Avendo il contratto data certa ed essendovi elencati tutti i mobili e suppellettili di proprietà dei miei genitori, non dovrebbe essere sufficiente come prova che non sono beni di mio marito?

    • Simone di Saintjust 10 febbraio 2016 at 20:26

      Non è il curatore fallimentare a poter decidere sulla proprietà dei beni presenti nella residenza/domicilio del debitore, anche dopo l’esibizione di eventuali documenti da parte del terzo proprietario. Per il principio di presunzione legale di proprietà, tutto ciò che si trova presso l’abitazione in cui vive il debitore è di proprietà del debitore.

      E’ il giudice dell’esecuzione, adito dall’effettivo proprietario dei beni inventariati, a dover decretare, esaminando il contratto di comodato prodotto dal ricorrente, l’esclusione dei beni ivi elencati dall’inventario della massa attiva fallimentare.

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