Pignoramento presso la residenza del debitore ospite della famiglia

Impignorabili gli arredi nella residenza del debitore se questi è ospite della famiglia

È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con sentenza n. 7222 del 30.03.2011, ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Milano che, allineandosi alla pronuncia di primo grado, ha annullato un pignoramento dell’immobile e degli arredi pertinenziali a carico di un debitore che, pur risiedendo lì, non era il legittimo proprietario.

Il debitore e la sua famiglia si sarebbero trasferiti di lì a poco in una nuova casa, per la quale avevano già sottoscritto il compromesso.

Sul punto i giudici di Cassazione  hanno motivato che «la Corte d’Appello, con valutazione di fatto insindacabile in questa sede, poiché del tutto esente da errori logico-giuridici, ha ammesso la prova orale sulle circostanze relative alla residenza anagrafica e all’effettiva abitazione del debitore (e non sulla titolarità effettiva dei beni oggetto di pignoramento), con ciò rigettando l’eccezione proposta dalla società creditrice, onde del tutto priva di pregio appare l’eccezione di omessa pronuncia oggi sollevata da quest’ultima».

Giudizio di primo grado

I genitori del debitore  hanno proposto opposizione di terzo al  pignoramento eseguito dal creditore  nei confronti del figlio, pignoramento avente ad oggetto un appartamento e gli arredi pertinenziali, ove il figlio e la sua famiglia risultavano solo temporaneamente ospitati, rivendicandone la qualità di effettivi proprietari.

Il giudice di primo grado accolse il ricorso, dichiarando nullo il pignoramento.

Giudizio in appello

La sentenza fu impugnata dal creditore  dinanzi alla corte di appello di  Milano, la quale, nel rigettarne l’opposizione osservò, fra l’altro che:

  1. che il carattere provvisorio e temporaneo della permanenza del debitore  presso l’abitazione dei genitori in attesa di trasferirsi in altro appartamento del  quale egli risultava promissario acquirente ben poteva essere oggetto di prova  orale per testi, trattandosi di circostanza oggettivamente apprezzabile da un  osservatore terzo;
  2. che il concetto di “casa del debitore” funzionale all’utile esperimento dell’azione  esecutiva era sì connotato dal carattere di stabilità, ma non poteva utilmente  estendersi alla ipotesi di mera ospitalità e precarietà della permanenza del  debitore, quale quella di specie, nella prospettiva di un trasloco certo sia pur non  imminente;
  3. che la documentazione prodotta con riguardo ai beni mobili presenti  nell’appartamento dei genitori del debitore doveva  ritenersi sufficiente a  comprovarne la titolarità in capo ai ricorrenti in opposizione.

La sentenza della corte territoriale fu ancora impugnata da creditore  con  ricorso per cassazione.

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Stai leggendo Pignoramento presso la residenza del debitore ospite della famiglia Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il 1 settembre 2013 Ultima modifica effettuata il 12 dicembre 2013 Classificato nelle categorie pignoramento presso residenza debitore Etichettato con tag , , , . Archiviato nella sezione conseguenze dei debiti » pignoramento » pignoramento presso residenza debitore – presunzione legale proprietà Numero di commenti e domande: 2 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda

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Commenti e domande dei lettori

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  • alehj73 24 ottobre 2012 at 12:25

    Buongiorno. Avrei bisogno di porvi una domanda preventiva per evitare potenziali fastidi. Mi scuso se non sarò breve, ma preferisco cercare di chiarirmi bene. Ospito un amico sudamericano da circa 2 anni. Nel 2009 ha preso una multa per circa 3.000 euro, circa 10 giorni fa è arrivata ordinanza d’ingiunzione pagamento (30 giorni di tempo) post ricorso presentato. Poichè temo che non pagherà la sanzione per assenza di liquidità, dò già per scontato che inizierà la pratica di pignoramento. Ho letto blog concernenti pignoramenti ad ospiti e della necessità di dimostrare che i beni in casa sono (come sono di fatto) miei e che di suo non c’è nulla, ma non ho alcuna fattura. Allora vi chiederei di consigliarmi su quanto segue. Lui ora è tornato a vivere in Sudamerica da oltre un mese, potrebbe tornare in Italia per la primavera per lavori stagionali (ma non è nemmeno certo). Se io andassi a comunicare in Comune che non è più residente qui,TOGLIENDOGLI DI FATTO LA RESIDENZA DA CASA MIA (senza però che ne abbia un altro in Italia) PRIMA CHE SCADA il termine di 30 giorni per pagamento dell’ingiunzione di pagamento della multa, rischio qualcosa quando, fra qualche mese (non conosco, per fortuna, le tempistiche a riguardo), verrà iniziata la pratica di pignoramento??? L’idea che vengano a depredarmi casa per aver dato un letto dove dormire ad un amico mi infastidisce non poco… Non so se poi questo conti qualcosa, ma io non sono nemmeno proprietario dell’immobile, vivo in comodato d’uso gratuito. Grazie infinite per l’attenzione.

    • Annapaola Ferri 24 ottobre 2012 at 12:35

      Se nel contratto sono dettagliatamente descritti i beni di maggior valore a lei concessi in comodato d’uso, potrebbe essere superfluo dichiarare l’irreperibilità del suo amico. Soluzione che, tuttavia, resta quella che offre la massima tranquillità, sicurezza e grado di tutela per il convivente, nel caso in cui l’esattore decidesse di procedere con pignoramento presso la residenza del debitore.

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