Contenziosi con Equitalia in merito al pignoramento della pensione o dello stipendio addebitati sul conto dopo la legge 83/15

Rate e cartelle Equitalia: pignoramento della pensione o dello stipendio addebitati sul conto.

Per i contenziosi tra privati e tra un debitore privato e un creditore pubblico (come può essere il Fisco o Equitalia) vigono sempre le regole descritte sopra.

Nel caso dei pignoramenti messi in atto da Equitalia, valgono anche le seguenti, ulteriori specifiche:

  • se lo stipendio o la pensione sono inferiori a 2500 euro, l'importo massimo pignorabile è pari a 1/10 dello stipendio o della pensione;
  • se lo stipendio o la pensione accreditati sul conto corrente sono di un importo compreso tra i 25001 e 5000 euro, la quota massima pignorabile è pari a 1/7;
  • se la pensione o lo stipendio, accreditati sul conto corrente, sono superiori a 5001 euro, il pignoramento massimo previsto è pari a 1/5 della somma e si uniforma, quindi, i limiti previsti per tutte le altre tipologie di creditori.

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Commenti e domande dei lettori

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  • beppe666 14 luglio 2015 at 08:01

    Buon giorno
    Mi sono state notificate due ar (raccomandate) da equitalia della somma dovuta di 10 mila euro con cui mi si sollecita di pagare entro 60 giorni altrimenti il forzato recupero da parte di Equitalia. Ora non posso chiedere la rateizzazzione perchè non ce la faccio comunque a pagare. Cosa dovrò aspettarmi visto che non ho un cc intestato a me ne a mia moglie, ho una macchina di 11 anni, mia moglie ha un lavoro part-time a tempo indeterminato con uno stipendio di circa 500 euro. Io ho un lavoro a tempo pieno a tempo determinato (scadenza contratto fine settempre 2015) stipendio di circa 1600 uro,viviamo in casa in affitto mobili da mercatoneuno, tra breve riceverò il tfr per la fine del contratto di lavoro possono toccare anche questo?

    • Ornella De Bellis 14 luglio 2015 at 09:30

      Le azioni esecutive che Equitalia può realisticamente implementare nei suoi confronti sono il fermo amministrativo sul veicolo di proprietà nonché il pignoramento presso il datore di lavoro del 20% del TFR, visto che appare improbabile, attesa la imminente scadenza del contratto di lavoro a tempo determinato, che riesca a pignorare il 10% della retribuzione mensile dopo lo scadere dei 60 giorni.