Il pignoramento presso terzi dopo la riforma della giustizia

Con la riforma della giustizia è stata modificata la procedura del pignoramento presso terzi.

Per quanto riguarda il pignoramento prezzo terzi, ovvero di stipendi, pensioni, conti correnti, ecc, cambia l'udienza di assegnazione delle somme.

In parole povere, il terzo presso cui è pignorato il credito, tenuto a fornire al giudice la dichiarazione circa l'esistenza delle somme, non deve più presentarsi all'udienza, ma deve fornire tale chiarimento attraverso una lettera scritta, inviata all'avvocato del creditore pignorante.

Praticamente, con la nuova procedura, il terzo presso cui è pignorato il credito (ad esempio il datore di lavoro) dovrà inviare una raccomandata a/r, o una e-mail tramite PEC, all'avvocato del creditore procedente, specificando quale rapporto esiste con il debitore pignorato (ad esempio qualifica d'impiego, importi busta paga e somme già trattenute sugli emolumenti spettanti al debitore).

La dichiarazione, successivamente, sarà presentata dall'avvocato al giudice dell'esecuzione, nel corso del procedimento, il quale assegnerà le somme, autorizzando, ad esempio, il datore di lavoro al versamento diretto in favore del soggetto pignorante.

Inoltre, cambia anche il contenuto dell'atto del pignoramento, che l'avvocato dovrà da oggi redigere e portare a conoscenza del debitore e del terzo pignorato.

Prima della modifica, infatti, l'atto di pignoramento, notificato al terzo e al debitore, conteneva la citazione a comparire davanti al giudice competente dell'esecuzione.

Con la riforma, invece, la citazione a comparire del debitore sarà accompagnata solo dall'invito al terzo a comunicare al creditore la dichiarazione in cui specifica di quali cose o somme egli è debitore e quando vanno pagate o consegnate.

L'atto dovrà contenere anche l'avvertimento di fornire tale indicazione entro e non oltre dieci giorni, a mezzo raccomandata o posta elettronica certificata.

Peraltro, nell'atto di pignoramento andrà formalizzato l'avvertimento al terzo pignorato il quale, se non comunica la dichiarazione predetta, deve necessariamente comparire in udienza per renderla verbalmente.

Ciò perchè, se il terzo pignorato non compare in udienza o non rende la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso di cose di appartenenza del debitore, nell'ammontare o nei termini indicati dal creditore, si considereranno non contestati e il giudice provvede all'assegnazione o alla vendita delle cose dovute dal terzo o dei crediti.

In parole povere, se il terzo pignorato non invia al creditore la lettera con la dichiarazione delle somme o beni di cui è debitore, deve presentarsi dinanzi al giudice, se non vuole che il credito pignorato presso di lui si consideri non contestato e, per l'effetto, pagare al creditore ciò di cui non è debitore.

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Stai leggendo Il pignoramento presso terzi dopo la riforma della giustizia Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 9 dicembre 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria nozioni generali sul pignoramento Inserito nella sezione pignoramento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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