Custodia dei beni pignorati

I beni pignorati, in quanto costituiscono la garanzia del credito per cui si procede, necessitano di essere custoditi, per evitare che il loro deterioramento possa pregiudicare la fruttuosità del procedimento esecutivo. Al riguardo, il codice di rito detta una serie di disposizioni che disciplinano le modalità della custodia, tenendo conto della diversa natura dei beni pignorati.

In particolare, il denaro, gli oggetti preziosi e i titoli di credito, al momento del pignoramento, non possono essere lasciati nella disponibilità materiale del debitore, ma devono essere immediatamente asportati dal luogo del pignoramento dall'ufficiale giudiziario, il quale assume temporaneamente anche la funzione di custode, ed essere consegnati al cancelliere, che provvederà a depositare il denaro su un libretto postale infruttifero (intestato al debitore e inserito nel fascicolo dell'esecuzione) e a conservare i preziosi e i titoli di credito secondo le modalità determinate dal giudice dell'esecuzione ai sensi dell'articolo 166 disp. att. (articolo 520 codice di procedura civile). Di tutte queste operazioni, il cancelliere è tenuto a redigere apposito verbale.

Per la conservazione delle altre categorie di beni mobili, l'ufficiale giudiziario, in base alla nuova formulazione dell'articolo 520, 2° co., codice di procedura civile, provvede, quando il creditore ne faccia richiesta, trasportandole presso un luogo di pubblico deposito oppure affidandole a un custode diverso dal debitore. Nei casi d'urgenza, l'ufficiale giudiziario affida la custodia gli istituti autorizzati di cui all'articolo 159 disp. att. codice di procedura civile

La funzione del custode è quella di ausiliario del giudice e non quella di rappresentante dei creditori. Egli può essere nominato direttamente dall'ufficiale giudiziario o dal giudice dell'esecuzione; il provvedimento di nomina acquista efficacia solo con l'accettazione dell'incarico da parte del soggetto designato.

Sotto il profilo soggettivo, il custode deve essere maggiorenne ed avere la piena capacità di agire; le funzioni di custodia non possono essere svolte né dal debitore o dalle persone con lui conviventi, né dal creditore e dal suo coniuge, salvo che non vi sia l'autorizzazione, rispettivamente, del creditore e del debitore (articolo 521, 1° co., codice di procedura civile). Gli obblighi del custode si concretano nel conservare la cosa affidatagli con la diligenza del buon padre di famiglia, e nel rendere il conto della custodia ai sensi dell'articolo 593 codice di procedura civile Quanto ai poteri che il custode può esercitare nell'amministrare le cose pignorate, essi variano a seconda della natura delle cose stesse.

L'articolo 521 codice di procedura civile è stato ampliato con l'aggiunta di un nuovo quinto comma: in seguito al deposito dell'istanza di vendita, è previsto che il giudice disponga contestualmente la sostituzione del custode precedentemente designato e la nomina, al suo posto, dell'istituto autorizzato alla vendita di cui al primo comma dell'articolo 534 codice di procedura civile

Quest'ultimo, previo l'invio della comunicazione contenente la data e l'orario approssimativo di accesso al luogo in cui si trovano i beni pignorati, entro trenta giorni dalla nomina, deve provvedere a trasportare le cose soggette a espropriazione presso la propria sede o presso altri locali di cui goda la disponibilità.

Se si tratta di beni difficilmente trasportabili con l'impiego dei mezzi usualmente utilizzati, l'istituto può chiedere l'autorizzazione a provvedere alla loro custodia nel luogo in cui si trovano. Negli altri casi, le persone incaricate dall'istituto all'apprensione dei beni, in caso di necessità, possono aprire porte, ripostigli, recipienti e chiedere l'assistenza della forza pubblica.
Di regola il custode non ha diritto a un compenso, salva l'ipotesi in cui lo richieda o gli sia stato riconosciuto all'atto di nomina dall'ufficiale giudiziario (articolo 522 codice di procedura civile). Non è mai dovuto alcun compenso, invece, qualora la funzione di custode sia svolta dal creditore o dal suo coniuge, oppure dal debitore e dai suoi conviventi (articolo 522 codice di procedura civile).

Quando il compenso è dovuto, la quantificazione è effettuata dal giudice dell'esecuzione, con un provvedimento che assume la forma del decreto (articolo 65 codice di procedura civile). A prescindere dalla corresponsione di un compenso, il custode ha sempre diritto al rimborso delle eventuali spese sostenute per la custodia stessa.

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